FDI, nuovo circolo a Gattatico: presidente sarà Paolo Savina

Savina con il coordinatore provinciale Alessandro Aragona

Nasce oggi ufficialmente il Circolo territoriale di Fratelli d’Italia di Gattatico – Bassa Val d’Enza. Ne dà notizia il coordinatore provinciale di Reggio Emilia, Alessandro Aragona: “Il nuovo circolo mette le radici in un territorio abitualmente molto refrattario ai cambiamenti politico amministrativi, dove le idee di destra hanno sempre fatto fatica ad attecchire e trovare consenso. Fratelli d’Italia è riuscito nell’intento di creare un circolo territoriale dove nessun partito di centrodestra era riuscito prima, segno del radicamento che il nostro movimento ha sui territori. Con l’apertura odierna, salgono a 16 i circoli territoriali presenti ed operativi nella nostra provincia”.
“Oggi, per la prima volta dai tempi della Democrazia Cristiana, le idee alternative a quelle della sinistra possono trovare una casa, anche nel nostro Comune”, ha dichiarato il neo presidente Paolo Savina, già consigliere del gruppo Centrodestra Gattatico e capogruppo
in Unione Val d’Enza per Fratelli d’Italia. “Il nostro circolo avrà sede nel Comune di Gattatico, ma abbraccerà di fatto anche i territori di Campegine e Sant’Ilario, da cui già provengono alcuni tesserati, ed avrà l’obiettivo di lavorare in sinergia con le realtà locali, spaziando in un territorio già di per sé molto legato dalle vicende storiche del recente passato e reso oggi ancor più interconnesso dalla realtà socio economica che la creazione del casello di Terre di Canossa ed il futuro sviluppo dell’area sovracomunale APEA ha di
fatto creato tra i tre comuni.”


“In pochi mesi stiamo assistendo ad una crescita esponenziale del nostro partito in tutto il territorio provinciale, in buona parte dovuta sicuramente al traino del partito a livello nazionale ma anche grazie all’impegno dei nostri rappresentanti sul territorio che giorno dopo giorno portano avanti i nostri ideali ed in particolare la difesa della famiglia, la sicurezza, la difesa di chi è in difficoltà, tutto questo non senza ostacoli posti da un intero
sistema che nella nostra provincia è governato e gestito dalla Sinistra. Un grazie va a tutte quelle persone, come Paolo Savina, che per il bene di tutti sottrae tempo al lavoro e ai propri affetti per creare nuovi centri di approfondimento e aggregazione, come sarà il nuovo circolo della Bassa Val d’Enza. Così l’On. Gianluca Vinci.
“Conosco Paolo Savina da tanti anni e ammiro l’impegno che ha sempre dimostrato in consiglio comunale a Gattatico, da Vice Coordinatore Regionale posso dire che la nascita di un nuovo circolo sul nostro territorio dimostra come anche a Reggio Emilia una alternativa al PD sia possibile, Fratelli d’Italia è un partito che guarda avanti, con tanti giovani e meno giovani che si avvicinano ogni giorno per portare il loro contributo, il circolo della Bassa Val d’Enza sarà una occasione in più per portare la politica vicina a tutti quei cittadini che vogliono il cambiamento.” Così Alberto Bizzocchi Vice Coordinatore Regionale FdI.

Vittima di abusi dal compagno, i servizi sociali mandano i figli a vivere da lui: donna coraggio denuncia 9 assistenti sociali bolognesi

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa.

BOLOGNA – Si fa un gran parlare di aiutare le donne vittime di violenza, spronandole a denunciare i compagni violenti. Ma quante di loro sono effettivamente incentivate a farlo se, come nel caso di una donna di Bologna, incappano in simili assistenti sociali?

Oltre ad averla convinta inizialmente a ritirare la denuncia contro il compagno convivente, per anni la abbandonano a se stessa e addirittura, arbitrariamente e senza un provvedimento del tribunale, le tolgono i figli e li mandano a vivere nientemeno che dal padre violento. Dopo 12 anni da incubo vissuti in famiglia, ne ha trascorsi quasi 10 a combattere contro il sistema. I figli le sono stati tolti, pur avendo lei la potestà genitoriale: il maggiore non la vuole più vedere, la minore ha ripreso i contatti con lei ma vive una situazione drammatica e pericolosa, fra uso di sostanze stupefacenti, aggressività, cattive frequentazioni.

“Se i servizi sociali avessero ascoltato le ripetute richieste avanzate da questa madre tutto questo non sarebbe accaduto”, precisa l’avvocato Miraglia, al quale la donna si è rivolta.

La donna ha vissuto una convivenza da incubo, picchiata, violentata, umiliata, minacciata di essere sfregiata con l’acido dal marito che le ripeteva come avrebbe “scannato” i loro figli se solo lo avesse lasciato o denunciato. Quando finalmente trova il coraggio di denunciarlo, passa da un incubo all’altro: le assistenti sociali che si susseguono negli anni tutto fanno tranne che fornirle aiuto e supporto.

Gli assistenti sociali referenti del caso del Comune di Bologna le fanno inizialmente ritirare la denuncia, la mandano in case famiglia fatiscenti e sporche, dove giravano liberamente i topi e viene servito cibo scaduto, trattandola come “ostile” ogniqualvolta palesa le sue difficoltà. Nonostante l’ex marito sia stato arrestato e condannato per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia, senza un provvedimento del tribunale a un certo punto hanno collocato i due ragazzi a casa sua, togliendoli alla madre.

Mai un progetto di sostegno, né un aiuto psicologico specialmente ai figli, che lanciavano chiari segnali di problematicità: rimasti inascoltati la madre, il tribunale, gli insegnanti, gli psicologi, che richiedevano progetti di sostegno concreto. Gli assistenti sociali non si sono presi cura minimamente di questa madre, e soprattutto dei suoi figli. Ormai stremata, la donna ha deciso di denunciare nove assistenti sociali per falsità ideologica, riservandosi di costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali subiti.

“Chi pagherà per tutto questo? – prosegue l’avvocato Miraglia – Chi risarcirà questa donna e sua figlia per anni di incuria, ingiustizia e abbandono, e per gli effetti che questi hanno causato? Pare purtroppo un déjà-vu: quante volte ci siamo trovati di fronte a situazioni analoghe, a strutture fatiscenti, a genitori abbandonati dalle istituzioni. A farne le spese sono principalmente i minori. I Comuni dell’Emilia – Romagna decantano l’attenzione al welfare, al benessere delle persone e delle famiglie, ma nel concreto mancano di fatto i controlli su strutture e provvedimenti, e continuiamo a trovarci di fronte a comunità fatiscenti, nonostante i Comuni paghino abbondantemente le comunità che debbano accogliere le madri e i minori”.

“Assistenti sociali che fanno il bello e il cattivo tempo, senza preoccuparsi del benessere delle persone in difficoltà, che invece sono chiamati ad aiutare e a sostenere”, chiude Miraglia. In questi giorni è stata depositata una querela denuncia nei confronti degli assistenti sociali di Bologna che negli anni si sono succeduti nella vicenda.

Studio Legale Miraglia