Enrico Mattioli (Cambiamo!): “Le nostre idee per Reggio Emilia”

A poche settimane di distanza dalla sua nomina a coordinatore provinciale di Cambiamo!, Enrico Mattioli inizia a delineare la propria idea di città. Una città, Reggio Emilia, che, per Mattioli è in “in profonda crisi d’identità”. “E’ una città che sta pian piano morendo sotto gli occhi di tutti soprattutto con l’attuale amministrazione comunale che continua ad andare a braccetto con cooperative che da sempre hanno privilegiato il loro interesse, a discapito della microeconomia che soffre per la chiusura di oltre il 50% di locali  e attività del centro storico. Da qui deriva anche la scellerata chiusura della viabilità in centro, senza parcheggi limitrofi e i plicomat disseminati ovunque – spiega – . Questa situazione ha portato alla nascita di veri ghetti pericolosissimi come le ex Reggiane, l’intensificarsi della microcriminalità e baby gang che creano scompiglio e paura. E ormai quasi tutti gli abitanti del centro stanno cercando soluzioni abitative sulle colline.Tutto questo senza che l’amministrazione comunale faccia qualcosa”. Mattioli sposa inoltre la proposta fatta a livello regionale da Cambiamo!, che chiede alle amministrazioni locali di  “azzerare la tassa dei rifiuti per le attività commerciali, i bar e le attività di ristorazione per i mesi di chiusura”. “In questi giorni stiamo toccando con mano la delusione seguita al decreto Sostegno approvato dal Governo Draghi. I sostegni che arriveranno sono purtroppo più bassi rispetto alle attese e alle necessità. Come ha già sottolineato il presidente Toti, ci auguriamo che questo sia solo un acconto e che aiuti più consistenti, che segnino davvero l’auspicato cambio di passo rispetto al Governo Conte, arrivino a breve – illustra Mattioli insieme alla coordinatrice regionale Francesca Gambarini – . I Comuni, che sono l’istituzione più vicina ai cittadini, facciano uno sforzo per esonerare le attività commerciali, i bar e i ristoranti dal pagamento della Tari per i mesi di chiusura e di limitazioni. Sarebbe una importante boccata di ossigeno per le attività. Necessario è anche individuare modalità per aiutare palestre e altre attività chiuse da mesi, per esempio un contributo una tantum per le spese, finanziato dalla Regione”. 

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Enrico Mattioli