Saman, conferenza della Lega a Novellara con novità esclusive sul caso della giovane pakistana

Domani Giovedì 17 Giugno alle ore 11 presso la sala riunioni dell’Albergo Alexander in Via Cartoccio 1 a Novellara, si terrà la conferenza stampa dei Consiglieri Comunali e dei Consiglieri dell’Unione Bassa Reggiana con novità sulla vicenda di Saman.

Parteciperanno alla conferenza stampa:

Cristina Fantinati – Capogruppo Centrodestra Unione Bassa Reggiana

Luca Dall’Aglio – Consigliere Comunale Centrodestra Novellara

Ivo Germani – Consigliere Comunale Centrodestra Novellara

Matteo Melato – Segretario Provinciale Lega

“A Saman”: lettera di Roberta Rigon (FDI)

Roberta Rigon

“Cara Saman,

sono giorni che penso e ripenso a te, alla tua vita, alla tua famiglia, al travaglio che ha attraversato la tua giovane vita. Alla sofferenza che le scelte dei tuoi genitori hanno inferto alla tua giovane vita.

L’adolescenza è costellata spesso da scelte dei genitori che i figli non comprendono, ma non fino a questo punto, non fino alla rinuncia di vederti felice seguendo la tua strada anziché quella pensata da loro.

Siamo talmente scandalizzati da quello che sentiamo che a stento riusciamo ad esprimere un giudizio, non ne siamo più capaci! Ci sembra impossibile e, forse, in fondo, ci tratteniamo nella speranza di ritrovarti viva.

La cosa che più mi sconvolge è che tu hai frequentato le scuole con i nostri figli, hai scherzato con loro, hai condiviso probabilmente sogni e progetti…ma a casa tua non era così, non potevi esprimerti liberamente.

A casa, in famiglia, il luogo nel quale dovremmo sentirci più liberi di essere noi stessi! Ci sembra impossibile! Si, a noi sembra impossibile. A noi! 

Che sofferenza per arrivare fino a denunciare i tuoi genitori!!! Dicono bene i cantastorie: è stato possibile perché tu vivevi a Novellara. È stato possibile, ma non sufficiente! 

Anche i tuoi genitori e i tuoi zii vivevano a Novellara, eppure, hanno continuato a vivere nel loro micromondo, parallelo, pensando di poter continuare a vivere al di fuori della legge italiana…e noi che pensiamo di essere aperti e accoglienti perché se dal Pakistan arriva una famiglia e trova lavoro e manda i figli nelle nostre scuole allora l’integrazione è già bella e completata!!! Come siamo stolti! Come siamo bravi a far finta di non vedere, non sentire…perché guai ad esprimere un giudizio…sei un razzista se lo fai! Guai ad andare orgogliosi della nostra identità, della nostra storia, della nostra cultura; guai a proporla a chi non la conosce…sia mai che si offenda! Magari li avessimo offesi i tuoi genitori! 

Magari avessimo avuto il coraggio di andare incontro ad una cultura differente talmente sicuri della nostra identità da poterci confrontare e anche scontrare, se necessario!!! Invece no, la pace regna sovrana…i progetti di integrazione si duplicano e assorbono risorse pubbliche…le feste interculturali ci permettono di fare i tatuaggi all’Henné e imparare a fare il cuscus come Dio comanda. E poi? E poi niente…è bello imparare cose nuove ma non è integrazione! Non è integrazione scambiarsi ricette tradizionali, non serve a inserire nella nostra comunità, nella nostra cultura, nel nostro stato di diritto, quelli che si rifanno ad un’altra legge, ad un’altra giustizia! Sembra che ci vogliano accontentare…ti insegno a fare il cuscus come Dio comanda così poi tu mi lasci in pace, nel mio mondo parallelo, e non mi dici che legge applicare dentro a casa mia.

Crea imbarazzo la tua scomparsa, la tua probabile morte per mano di famigliari. Crea imbarazzo perché dall’alto del nostro “sapere cosa vi serve” oggi dovremmo ammettere di aver fallito e sei tu che ce lo sbatti in faccia!

Cara Saman, qui ci facciamo grandi per i progetti di integrazione, per la società multiculturale…perché è così bello pensare di essere talmente superiori a voi da poter affermare con sicurezza che stiamo facendo la cosa giusta, è così bello crogiolarsi nell’idea che “noi sappiamo come si fa”! E invece, no, non ci abbiamo ancora capito niente, le istituzioni non ci hanno ancora capito niente, le associazioni non ci hanno ancora capito niente. Non sono stupidi, sai, sono solo superficiali e hanno paura, una grandissima paura di offenderti se dicono che l’Islam ha tanti lati oscuri. Avresti dovuto spiegarglieli tu quei lati oscuri, forse adesso i media non starebbero parlando di te.

Quando hai denunciato, si, tu dovevi essere messa al sicuro e subito anche, ma un minuto dopo si doveva intervenire nella tua famiglia, con i tuoi genitori. Non si doveva dare loro il tempo di ingannarti, si doveva insegnare loro che in Italia non vige la Sharia…che poi, diciamocelo, lo sanno anche i tuoi genitori altrimenti non sarebbero scappati e non si sarebbero inventati le balle che stiamo sentendo!

Alla faccia dell’autodeterminazione di cui tutti si riempiono la bocca in queste settimane!!!

Non si può morire così! Non in una terra che si crede maestra di integrazione e progresso!”

Roberta Rigon, Responsabile Dip. Pari opportunità e famiglia Emilia Romagna Fratelli d’italia

Caso Saman scomparsa, il Pd di Novellara condanna i matrimoni forzati

Il Circolo PD di Novellara in merito alla vicenda della giovane Saman, condanna fermamente la pratica dei matrimoni forzati frutto di una concezione dell’individuo e della donna in particolare, del tutto disumana, e condanna ogni atto di violenza sulle donne o tentativo di limitarne il diritto all’autodeterminazione.
Ricordiamo che in Italia queste pratiche che violano le libertà stesse dell’individuo o quella più tristemente nota delle mutilazioni genitali sono espressamente vietate.
Quanto accaduto, se confermato dalle indagini in corso, non può cancellare il cammino anche sfidante e faticoso, di tanti “nuovi” cittadini che nella nostra realtà hanno trovato una perfetta integrazione sociale, culturale ed economica.
Fin dall’inizio del fenomeno migratorio la nostra Comunità novellarese si è contraddistinta per le sue politiche sociali inclusive e di dialogo, e l’Amministrazione stessa nelle diverse legislature ha adottato numerose iniziative finalizzate all’integrazione ed alla conoscenza reciproca. Questo atteggiamento ha da sempre caratterizzato il nostro Paese, tanto da farlo divenire Città esempio di integrazione e convivenza.
Riteniamo che anche davanti a questo evento deprecabile, debba prevalere l’atteggiamento di civiltà e rispetto che l’Amministrazione stessa sta mantenendo attraverso l’impegno diretto del suo Sindaco e che debba essere respinto con decisione ogni tentativo di strumentalizzazione politica, che in questa circostanza sarebbe non solo ingiusto, ma anche moralmente deprecabile e disgustoso.
Esprimiamo infine sostegno e ringraziamento per il lavoro svolto in questi mesi alle forze dell’ordine in concerto coi servizi sociali, e vogliamo ribadire che saremo sempre al fianco dell’Amministrazione, per supportarla in azioni e progetti volti a sostenere le donne contro ogni forma di discrminazione, violenza e sopruso.


Segreteria Circolo PD Novellara

Caso Saman, la Lega non molla: interrogazione delle consigliere ad Asbr/Unione Bassa Reggiana

Cristina Fantinati


Già il 22 gennaio 2021, dopo aver appreso dalla stampa della presa in carico dei servizi sociali di Novellara e dell’Unione Bassa Reggiana di una ragazza minorenne vittima di costrizione e induzione al matrimonio, il Gruppo Consiliare Centrodestra di Novellara si è attivato immediatamente presentando una mozione in Consiglio Comunale per impegnare il Sindaco a mettere in atto azioni di sensibilizzazione e di contrasto alla pratica dei matrimoni combinati.
Dopo aver appreso dalla stampa del tragico epilogo della vicenda di Saman Abbas, Cristina Fantinati, Nadia Lanfredi e Carmen De Vito, Consiglieri “Lega” dell’Unione Bassa Reggiana, hanno depositato un’interrogazione per verificare la corretta gestione da parte dei servizi sociali e per richiedere il fascicolo completo di Saman.
I servizi sociali hanno predisposto un progetto personalizzato per Saman in accordo con il servizio minori gestito da ASBR-Unione Bassa Reggiana?
Corrisponde al vero che Saman sia stata messa in protezione presso una casa-famiglia e successivamente presso una comunità della provincia di Bologna? La comunità risulta essere nell’elenco dei centri per minori convenzionate con Unione Bassa Reggiana/ASBR?
Come mai soltanto pochi giorni fa è uscita la notizia della scomparsa di Saman insieme alla pubblicazione della foto della ragazza, quando si apprende che i Carabinieri ne avevano constatato la scomparsa già dal 5 Maggio? Non sarebbe stato utile diffondere la notizia e la fotografia già da subito, nel caso qualcuno l’avesse vista o avesse avuto informazioni utili al suo ritrovamento? Chi ha deciso di tenere segrete tali notizie e perchè?
Corrisponde al vero che l’11 Aprile 2021 Saman lasciava la comunità di accoglienza? I servizi sociali comunali e i servizi ai minori di ASBR/Unione Bassa Reggiana hanno adeguatamente informato la ragazza dei rischi che poteva correre rientrando in famiglia?
Quale tipo di percorso è stato predisposto e ha seguito questa ragazza? Era in grado di comprendere rischi che correva tornando a casa? Come mai le è stato permesso di tenere un cellulare correndo il rischio di tenere contatti e quindi di essere localizzata e non adeguatamente protetta? Come l’hanno protetta, tutelata, aiutata e difesa da tutti questi rischi?
Quale progetto era stato previsto per Saman una volta uscita dalla Comunità? I servizi sociali e i servizi ai minori hanno tenuto con lei contatti quotidiani per verificare se il ritorno in famiglia fosse stato problematico? Sono state effettuate le verifiche di persona presso la sua abitazione in Novellara, per capire se la situazione si fosse normalizzata oppure fino al momento dell’arrivo dei Carabinieri, ben 25 giorni dopo, nessuno aveva avuto contatti con lei?
Come mai i Carabinieri il 5 Maggio 2021, previo concerto con i servizi sociali, si sono recati presso l’abitazione di Saman per collocarla presso un’altra comunità di accoglienza? Come mai Saman era tornata a casa per poi tornare in un’altra comunità 25 giorni dopo? In che data e a chi la comunità che ospitava Saman ha segnalato la partenza di Saman per rientrare a casa? In che data sono stati avvisati Sindaco, servizi sociali e Carabinieri?
In riferimento al divieto del padre di frequentare le scuole superiori, i cui primi anni sono diventati obbligatori, c’è stata la segnalazione ai servizi sociali? Ci sono state altre segnalazioni da privati, scuola, forze dell’ordine, servizi sociali, ecc, riguardanti questa ragazza in data antecedente questa vicenda?
In riferimento al fenomeno di costrizione e induzione al matrimonio, si ritiene sia diffuso nella Bassa Reggiana? Quanti casi si sono verificati negli ultimi 10 anni?
Nei Comuni dell’Unione Bassa Reggiana sono presenti tante comunità di diverse provenienze e nazionalità: in riferimento ai progetti di integrazione messi in essere finora, quale efficacia si pensa possano aver avuto? Hanno concretamente contribuito al miglioramento dell’integrazione delle comunità presenti nella nostra Unione? Si è verificato se vengono rispettati i diritti fondamentali delle persone così come prevede la normativa italiana?
Si chiede al Presidente dell’Unione Bassa Reggiana e al Presidente della ASBR, l’azienda a cui gli 8 comuni hanno affidato la gestione dei servizi sociali ai minori, di rispondere a queste domande. Non appena avremo tutte queste risposte e notizie da chi aveva la responsabilità di tutelare Saman ne daremo informazione. Ci preme verificare se sia stato fatto tutto il possibile, perché si doveva tutelare Saman, metterla adeguatamente in guardia dai rischi che correva, suonare il campanello di casa sua tutti i giorni per verificare che il rientro in famiglia non fosse pericoloso per lei.
I servizi sociali, quelli dell’Unione Bassa Reggiana e della ASBR hanno dei protocolli da seguire, ma possono predisporre progetti personalizzati per prendere in carico e tutelare le vittime di violenza, persone fragili, giovani, ingenue, facilmente ingannabili: l’hanno fatto? Sono intervenuti dopo l’abbandono scolastico di Saman imposto dal padre? Hanno fatto tutto il possibile per Saman?


I Consiglieri dell’Unione Bassa Reggiana “LEGA”

Cristina Fantinati

Nadia Lanfredi

Carmen De Vito

Caso Saman scomparsa, la Lega: “Presenteremo atto presso il Ministero dell’Interno”

I LEGHISTI REGGIANI: “IMMOBILISMO VERGOGNOSO DEL COMUNE DI NOVELLARA CONTRO I MATRIMONI COMBINATI”

Reggio Emilia – “L’augurio di tutti è che Saman sia viva. Ringraziamo il Prefetto di Reggio Emilia, dottoressa Iolanda Rolli, per averci oggi ricevuto e aggiornato sulla situazione. Da mesi la Lega insiste per intensificare la sensibilizzazione contro i matrimoni forzati. Sono state presentate interrogazioni alla Giunta di Novellara ed è perfino stata approvata una nostra mozione all’unanimità, ma il Comune non ha mai mosso un dito in questa direzione. Una latitanza vergognosa rispetto ad un fenomeno gravissimo. Nelle prossime ore presenteremo un’interrogazione anche al Ministro dell’Interno. La libertà e la dignità di tutte le donne vanno rispettate sempre. Vivere in Italia significa godere di tutti i benefici che un Paese libero e democratico può offrire, ma ciò comporta anche il pieno rispetto delle nostre regole. Senza ‘se’ e senza ‘ma'”.

Lo dichiarano la deputata della Lega Benedetta Fiorini, il referente provinciale Lega di Reggio Emilia, Matteo Melato, e i consiglieri comunali Lega del Comune di Novellara Cristina Fantinati e Luca Dall’Aglio.

Caso Saman scomparsa, Fantinati (Lega): “I dubbi di questa vicenda”

Cristina Fantinati

Il 21 gennaio la stampa riportava che: “un uomo di 43 anni e la moglie di 46 residenti a Novellara, entrambi pakistani, sono stati denunciati dai carabinieri alla Procura di Reggio Emilia con l’accusa di concorso in costrizione o induzione al matrimonio della figlia minorenne, che di lì a poco avrebbe compiuto 18 anni, e che si sarebbe dovuta sposare con il cugino. Il biglietto aereo per raggiungere in Pakistan il cugino consorte era già stato acquistato dai genitori, ma la ragazza, ancora minorenne, si è ribellata e ha denunciato tutto ai Servizi sociali del Comune, che hanno poi segnalato la vicenda ai Carabinieri. La data del matrimonio era già stata fissata per il 22 dicembre e la giovane sarebbe dovuta partire il 17 Dicembre, soltanto pochi giorni dopo essere diventata maggiorenne. Ma lei, contraria alle nozze combinate, ha giocato d’anticipo avvisando a Novembre i Servizi sociali, che l’hanno allontanata d’urgenza dalla casa familiare e collocata in una struttura protetta”.

Il giorno successivo (22 Gennaio) il Gruppo Consiliare di Centrodestra di Novellara si è attivato immediatamente presentando una mozione in Consiglio per impegnare il Sindaco a mettere in atto azioni di sensibilizzazione e di contrasto alla pratica dei matrimoni combinati. Il caso di questa ragazza che ha avuto il coraggio di ribellarsi alla sua famiglia sembrava risolto, quando ahimè abbiamo appreso sempre dalla stampa della sua scomparsa.

Eravamo stati avvisati alcuni giorni fa da alcuni cittadini sulla presenza di diverse pattuglie di Carabinieri nelle campagne dell’area Nord di Novellara con cani e droni alla ricerca di una ragazza scomparsa, mentre dal Sindaco e dagli Assessori non ci è arrivata nessuna informazione.

Premettendo che ci auguriamo che la ragazza venga ritrovata sana e salva, leggendo i particolari di questa vicenda sui giornali, sorgono diversi dubbi.

Come mai soltanto ieri è uscita la notizia della scomparsa con pubblicazione della foto della ragazza, quando si apprende che i Carabinieri ne avevano constatato la scomparsa già i primi di Maggio? Non sarebbe stato utile diffondere la notizia e la fotografia già da subito,nel caso qualcuno l’avesse vista o avesse avuto informazioni utili al suo ritrovamento? E come mai la famiglia di questa ragazza non ha denunciato la sua scomparsa ed è partita in tutta fretta per il Pakistan senza avvisare nessuno?

Ma ciò che vorrei capire meglio riguarda il ruolo dei Servizi Sociali che l’hanno accolta in un centro per proteggerla, ma che la ragazza ha poi abbandonato al raggiungimento della maggiore età: i servizi sociali hanno adeguatamente informato la ragazza dei rischi che poteva correre? L’hanno protetta, tutelata, aiutata, difesa anche tenendo con lei i contatti quotidiani per capire se il ritorno in famiglia fosse stato difficile e problematico? Sono andati a verificare di persona che la situazione si fosse normalizzata oppure fino al momento dell’arrivo dei Carabinieri nessuno aveva avuto contatti con lei?  

Per tutti questi motivi, considerando anche che nessuno ha informato i Consiglieri Comunali di Centrodestra che si erano formalmente interessati alla vicenda, ho personalmente chiesto all’Onorevole Benedetta Fiorini di intervenire con urgenza in Parlamento per cercare di far luce su questa triste vicenda e per sollecitare le Istituzioni tutte affinchè si mettano in campo tutte le azioni utili al ritrovamento di Saman.

Cristina Fantinati                          

Capogruppo Centrodestra Novellara

Consigliere Provinciale “Lega”