Primo maggio, CONFCOMMERCIO: «Celebriamo il lavoro aiutando le imprese a mantenerlo»

Sulla possibilità concessa dal Comune di Reggio Emilia a parrucchieri, estetisti e tatuatori di tenere aperto il Primo Maggio accogliamo la contrarietà delle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori, peraltro espressa anche in sede di confronto dal Segretario Provinciale Filcams Luca Chierici.

Riteniamo però doveroso ribadire che pur comprendendo la posizione del Sindacato, in un contesto pesantemente indebolito dalla pandemia come quello di quest’anno, dare la possibilità di lavorare a categorie fortemente penalizzate da protocolli e chiusure che per altro sono tra le categorie che maggiormente occupano giovani e donne, sia il miglior modo di celebrare il lavoro e l’occupazione.

La tenuta occupazionale sarà purtroppo tra le sfide del prossimo futuro e credo che nell’affrontarla così come avvenuto in questo caso dovremo trovare sempre di più mediazioni che siano pragmatiche oltre che coerenti coi valori che condividiamo, per il bene delle imprese e dei lavoratori.

Covid, Borgonzoni e Fiorini (Lega): “Filiera moda è strategica”

Lucia Borgonzoni

ROMA – “In questi mesi abbiamo ascoltato le maggiori associazioni di categoria del comparto della moda, con 45mila aziende che danno lavoro a circa 400mila addetti diretti. Un settore che, oltre ad essere un importante biglietto da visita delle nostre eccellenze e dello stile dell’Italia nel mondo, rappresenta e unisce numerose categorie produttive con il commercio. Partendo dal confronto, stiamo studiando insieme proposte ed azioni trasversali ed efficaci per affrontare l’emergenza di questo settore strategico per l’economia del Paese. Riteniamo sia prioritario tutelare la grande rete di piccole e medie imprese, e valorizzare quelle figure professionali che rischiano di sparire, costruendo nel contempo un percorso culturale della moda. Va inoltre evidenziato il ruolo strategico dei distretti produttivi e degli oltre 100mila esercizi commerciali che rappresentano il front-end con i clienti, in grave difficoltà perché sono quelli che hanno dovuto affrontare il maggior numero di giorni di chiusura”. 
Lo affermano in una nota la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni e la deputata della Lega Benedetta Fiorini, segretario della Commissione Attività produttive.

Benedetta Fiorini

Fiere, Fiorini (Lega): “Bene Giorgetti, riaperture a inizio luglio”

ROMA – “Riaprire le Fiere a partire da inizio luglio. Soddisfazione per la linea fornita dal ministro Giorgetti oggi in audizione alla Camera. La Lega segue questo tema sin dall’inizio della pandemia anche insieme al Ministro Garavaglia. Questo settore, oltre ad essere uno dei più colpiti, è un comparto strategico per la ripresa economica di tutto il Paese. Individuati i tempi di ripartenza, ora occorre concentrarsi sulla strategia per arrivare pronti alla effettiva riapertura. Fondamentale sarà non fornire vantaggi ai nostri competitor. Bene anche per quanto riguarda la volontà espressa sul tema del “de minimis” come la Germania, che ha potuto coprire le perdite per le Fiere al 100%. Le fiere sono il principale driver del Made in Italy nel mondo. Ogni anno genera affari per 60 miliardi di euro facendo passare circa il 50% dell’export, per oltre il 75% per cento di piccole e medie imprese”. 
Lo dichiara la deputata della Lega Benedetta Fiorini, segretario della commissione Attività produttive, a margine dell’audizione del ministro Giorgetti sulle linee programmatiche del Mise.

Benedetta Fiorini

Pubblici esercizi, FIPE-Confcommercio scende in piazza: «Vogliamo una data certa per le riaperture: questo è il nostro ristoro»

Ci sarà anche il presidente provinciale FIPE, la Federazione italiana Pubblici esercizi di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Fabio Zambelli a Roma domani, martedì 13 aprile, all’Assemblea nazionale FIPE organizzata in piazza per dare coralmente volto e voce all’esasperazione di imprenditori in grandi difficoltà, con la richiesta al Governo e alla Politica in generale di un impegno preciso sulla ripartenza e di un piano per farlo in sicurezza.

«E’ indispensabile – spiega Fabio Zambelli – dare un segnale forte e pubblico di preoccupazione e insoddisfazione sulle modalità con le quali il Governo sta gestendo la crisi sanitaria. Incertezza e mancanza di prospettive fanno male quasi più delle chiusure. La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos».

«Sarà una forma di protesta ordinata e costruttiva – sottolinea Fabio Zambelli – coerente con lo stile di una Federazione che ha sempre cercato un confronto con le istituzioni, rifuggendo populismi, polemiche e strumentalizzazioni e che oggi vuole dare un altro segnale forte. Ormai è più di un anno che il nostro settore è in serie difficoltà con qualche parentesi di apertura che però non può bastare né a noi né ai nostri dipendenti. Abbiamo bisogno di una data certa per riaprire: questo è il nostro ristoro».