Primo maggio, CONFCOMMERCIO: «Celebriamo il lavoro aiutando le imprese a mantenerlo»

Sulla possibilità concessa dal Comune di Reggio Emilia a parrucchieri, estetisti e tatuatori di tenere aperto il Primo Maggio accogliamo la contrarietà delle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori, peraltro espressa anche in sede di confronto dal Segretario Provinciale Filcams Luca Chierici.

Riteniamo però doveroso ribadire che pur comprendendo la posizione del Sindacato, in un contesto pesantemente indebolito dalla pandemia come quello di quest’anno, dare la possibilità di lavorare a categorie fortemente penalizzate da protocolli e chiusure che per altro sono tra le categorie che maggiormente occupano giovani e donne, sia il miglior modo di celebrare il lavoro e l’occupazione.

La tenuta occupazionale sarà purtroppo tra le sfide del prossimo futuro e credo che nell’affrontarla così come avvenuto in questo caso dovremo trovare sempre di più mediazioni che siano pragmatiche oltre che coerenti coi valori che condividiamo, per il bene delle imprese e dei lavoratori.

Rinaldi (Lega): “Il Sindaco Vecchi ama l’effetto sorpresa e preferisce non sapere il reato per il quale è indagato”

“Se un qualunque cittadino scopre di essere indagato in un procedimento penale, la prima cosa che logicamente vorrebbe conoscere è il reato sul quale la Procura sta indagando nei suoi confronti.Il nostro Sindaco è invece alquanto alternativo, ama l’effetto sorpresa e preferisce non conoscere il reato che gli viene contestato dalla Procura e sul quale vi è un indagine in corso.Una scelta incomprensibile ed assurda, che ha portato alla bocciatura della mozione lega di cui sono primo firmatario per impegnare il primo cittadino a depositare un istanza in Procura a norma dell’art. 335 c.p.p. con la quale si chiede di sapere il reato sul quale si sta indagando nei suoi confronti.Sono stato tacciato di squallido giustizialismo, quando in realtà il mio impegno chiedeva di esercitare una facoltà prevista dalle legge nei confronti dell’indagato.Un vero e proprio atto che permette il pieno esercizio delle garanzie difensive dell’indagato, ponendolo nella condizione di sviluppare meglio la propria strategia difensiva.A questo punto alcune domande sorgono spontanee :per quale motivo il Sindaco rifiuta di esercitare una sua facoltà prevista dalla legge che gli permetterebbe di conoscere il reato su cui è indagato?Ha forse paura che la cittadinanza sappia pubblicamente il reato o i reati su cui sta indagando la Procura?Domande a cui non avremo risposta, dal momento che in consiglio comunale il Sindaco ha preferito parlare di tutt’altro, evitando di rispondere alle domande che gli avevo formulato e non addentrandosi minimamente nel merito della mozione.Per quanto mi riguarda vale sempre il principio “male non fare paura non avere”, il diniego ad un impegno del genere è assolutamente inspiegabile ed incomprensibile, e dovrebbe far riflettere soprattutto in considerazione degli obblighi di trasparenza istituzionale in capo al Sindaco.I cittadini reggiani che hanno permesso allo stesso Luca Vecchi la rielezione a Maggio 2019 hanno il diritto di sapere per quale reato è indagato il primo cittadino.Rifiutarsi di compiere un atto di assoluta trasparenza istituzionale che va in primo luogo a favore dello stesso Sindaco quale indagato e che permetterebbe di conoscere il reato contestato fa certamente riflettere…

Alessandro Rinaldi, consigliere comunale Lega Reggio Emilia

Alessandro Rinaldi

Albertini (Comitato Difendi il Centro storico): “Il misterioso restyling di Piazza S. Prospero”

Nella Reggio Emilia del partito democratico interventi urbanistici pesanti sul tessuto esistente hanno sconvolto equilibri consolidati tra il patrimonio architettonico più antico e gli edificati novecenteschi; quel piano per la Città Storica anni ‘96-’99 dell’architetto Maria Cristina Costa, confluito nel piano regolatore comunale, che aveva individuato precise aree con edifici incongrui da riqualificare è scomparso dalla bussola delle ultime Giunte, animate da una visione per la Città Storica che si stenta a definire in termini concettuali e stilistici, e per la quale l’abuso sapiente della propaganda lavora incessante a copertura del vuoto culturale e progettuale.

Basti pensare a Piazza della Vittoria, ai Chiostri di San Pietro, a Piazza Gioberti, a Piazza Roversi, già piazza del Cristo, ai progetti di ristrutturazione di Porta Castello e Viale Umberto I e di ‘restauro’ della Reggia di Rivalta e del pertinenziale Giardino Storico. Trattasi di decisioni calate dall’alto senza approfondimenti rigorosi da un punto di vista della storia, della tradizione dei materiali e dei costumi di aggregazione sociale, che paiono più determinate dal desiderio di spesa, o meglio sperpero, di risorse proprie e/o finanziamenti pubblici.

Così nel caso del Cantiere Estense, il progetto turistico culturale promosso dal Ministero per Beni e Attività Culturali e Turismo per riportare a nuovo splendore edifici e luoghi legati alla Famiglia d’Este, che con riferimento alla antica Reggia e pertinenze appare interpretato senza rigore scientifico né con riqualificazione dei servizi pubblici offerti: invece di un nuovo polo museale dedicato avremo una caffetteria e un giardino pubblico attrezzato!

La “Deputazione di storia patria per le antiche province modenesi” ha scritto una lettera durissima al Ministero competente, alla Soprintendenza e all’Istituto Centrale per il Risorgimento contro il cantiere che ha interessato l’obelisco di piazza Gioberti e, più recentemente, in ordine all’intervento sul Viale Umberto I, ove ha contestato ancora la carenza di istruttoria storica e un intervento di trasformazione con ‘mano libera ai progettisti’ esprimendo preoccupazione sul restauro degli obelischi e delle due fontane.

Altre critiche si sono levate in consonanza. Il prof. Cadoppi co-autore di una pregevole pubblicazione proprio sui documenti storici della Reggia di Rivalta e promotore di due articolate presentazioni-dibattito nel 2019 dei progetti di recupero del Giardino Storico e dell’edificio Ala sud della Reggia, ha di recente sottolineato il percorso tribolato di revisione del progetto di recupero del Giardino, che dalla prima proposta (surreale eppur vittoriosa del bando!) è addivenuto -non senza faticosi successivi rilievi esterni – a una versione più rispettosa, ma comunque non ottimale del recupero filologico previsto nelle linee guida della Carta di Firenze del 1981 o Carta dei Giardini Storici.

Nè deve trascurarsi che anche la previsione di una balaustra nel progetto di restauro (o ristrutturazione?) dell’edificio Ala sud della Reggia, laddove non è mai stata, appare una trasformazione troppo ‘libera’ di un manufatto che per quanto rimaneggiato nei secoli dovrebbe conservare un aspetto ‘antico’, e pertanto o vien consolidato così come si presenta oggi, o lo si recupera come si presentava in origine: non è data questa terza via di compromesso che appare un ‘falso storico’.

In tale scenario desta preoccupazione il riserbo sul restyling di Piazza San Prospero di cui si parla dall’estate 2017, ma di cui non si è visto progetto, che sarebbe al vaglio della Soprintendenza, dove speriamo incontri l’opposizione  e la fermezza dovute: la Piazza dei Leoni costituisce il cuore pulsante dell’esagono e un intervento di manutenzione straordinaria da 750.000,00 euro difficilmente si concreterà nel mero riordino della pavimentazione esistente.

Preliminarmente ai lavori di intervento tecnico sulle tubature in essere e al rifacimento delle pavimentazioni la Soprintendenza archeologica ha richiesto l’esito di trincee archeologiche per verificare quanto custodito dal sottosuolo in prossimità del livello romano, e qualcuno sussurra che lo scavo oggi rapidamente ricoperto di terra e asfalto nasconda il ritrovamento di un mosaico di epoca romana; poiché le archeologhe presenti sul cantiere hanno vietato documentazione fotografica dello scavo, anche a chi scrive, c’è da presumere che la notizia sia fondata. Ora, se è così, ci si chiede, i lavori in programma verranno realizzati comunque!?! Negli altri interventi sulle piazze hanno gettato 20-25 cm di calcestruzzo come fondo, arrivando -luserna compresa- a un massetto di cemento di 40 cm; come verranno garantite la documentazione, la conoscenza, la fruizione pubblica futura e la conservazione di reperti archeologici così importanti, che alcuni storici avrebbero attribuito a una antica villa romana? Siamo in tanti cittadini appassionati custodi dei tesori dell’arte, della cultura, del patrimonio storico artistico architettonico e archeologico locale: vogliamo chiarezza immediata sulle intenzioni della Giunta e su questo ritrovamento, non permetteremo anche la cementificazione di Piazza San Prospero.

Così l’avv. Isabella Albertini, vice coordinatore provinciale di Forza Italia e fondatore del comitato Difendi il Centro Storico.

Isabella Albertini

buone notizie/Agenti della Questura reggiana pagano cena e stanza in hotel a una famiglia in difficoltà

Ieri gli Agenti della Squadra Volante intervenuti a seguito alla segnalazione di una lite in atto in via A. De Gasperi, si imbattevano in un uomo e una donna pakistani che discutevano.La donna, proprietaria dell’immobile che era stato ceduto in locazione all’uomo, aveva chiesto allo stesso di essere ospitata assieme ai figli temporaneamente per essersi trovata improvvisamente in grave difficoltà.L’uomo si era rifiutato di ospitarla. Di qui la discussione.All’arrivo della pattuglia la donna spiegava le ragioni dello stato d’angoscia provato per essere rimasta priva di un’occupazione lavorativa e di alloggio e per non avere un luogo dove poter trascorrere la notte con i figli che erano digiuni da ore. Gli Agenti della squadra volante senza indugio si dirigevano così verso il “Park Hotel” e prenotavano a proprie spese una camera per la donna e i figli per trascorrere la notte.Subito dopo assicuravano loro anche un pasto caldo rinunciando ai buoni pasto forniti dall’Amministrazione per l’espletamento del turno di servizio.Dopo avere risolto la situazione contingente procuravano alla donna il recapito dei servizi assistenziali locali.

Un segretario generale per due (comuni)

Rubertelli: “I comuni di Reggio e Correggio decidono di dividersi una figura strategica della macchina comunale. Scelta azzardata.”

Il Comune di Reggio Emilia a breve “dividerà” il proprio segretario generale col Comune di Correggio. La novità è contenuta nella convenzione che approderà lunedì in Consiglio comunale. Il dottor Stefano Gandellini, arrivato in Municipio nel 2020, si dividerà tra Reggio Emilia (per l’80 per cento della prestazione lavorativa) e (20% ) Correggio.

Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica)

Una scelta a nostro modo di vedere incomprensibile, se non irresponsabile. Basti pensare al ruolo del segretario comunale in materia di predisposizione di atti, assistenza e consulenza giuridica e contrattuale, trasparenza e anticorruzione. Ruolo che dovrà essere svolto contemporaneamente per un comune capoluogo di Provincia e un comune capodistretto. C’è di più. L’Amministrazione comunale di Reggio ha annunciato la partenza di un piano d’investimenti senza precedenti che comporterà ulteriori 40 milioni di nuovo debito per i reggiani. Parliamo di nuovi cantieri, di corposi investimenti su cui si dovrà vigilare bene per evitare fenomeni corruttivi. La domanda è una: è il caso di “ridimensionare” proprio ora la presenza del segretario generale, figura strategica nella macchina comunale in ottica di controllo e garanzia?

In occasione della discussione sul Bilancio (bocciato da un sindaco revisore per mancata trasparenza sui fondi rischi potenziali), come Alleanza civica abbiamo, ancora una volta, denunciato la mancata chiarezza su Stu Reggiane e su tantissimi altri atti su cui la giunta non risponde. La figura del segretario generale va semmai potenziata, non ridotta.

Vale la pena ricordare che, in sette anni di mandato, il sindaco Luca Vecchi si è avvalso di tre segretari generali e quasi un anno di posto vacante. Andrea Orlando è stato segretario generale dal giugno 2013 al dicembre 2014, sono seguiti 4 mesi di posto vacante. E’ stata poi la volta di Rosa Iovinella da maggio 2015 ad agosto 2016 con i successivi 4 mesi di posto vacante e, dopo di lei, di Roberto Carbonara da gennaio 2017 a novembre 2019. Nel gennaio 2020 l’arrivo di Stefano Gandellini. Un turn over preoccupante.

Se l’obiettivo è spingere ancora più alla deriva una macchina comunale lasciata allo sbando e nelle mani di pochi oligarchi, questa sembra politicamente la strada giusta, così come se si intende invece depotenziare una figura tecnica di garanzia proprio nel momento in cui l’Amministrazione è nel pieno vortice di una preoccupante inchiesta giudiziaria.

Se invece l’obiettivo politico del Sindaco è un taglio di spesa (?!) allora farebbe meglio a dimezzare la Giunta dei cui componenti si fatica spesso a ricordare anche solo il nome non solo l’operato.

Cinzia Rubertelli, Capogruppo Consigliare Alleanza Civica

Enrico Mattioli (Cambiamo!): “Le nostre idee per Reggio Emilia”

A poche settimane di distanza dalla sua nomina a coordinatore provinciale di Cambiamo!, Enrico Mattioli inizia a delineare la propria idea di città. Una città, Reggio Emilia, che, per Mattioli è in “in profonda crisi d’identità”. “E’ una città che sta pian piano morendo sotto gli occhi di tutti soprattutto con l’attuale amministrazione comunale che continua ad andare a braccetto con cooperative che da sempre hanno privilegiato il loro interesse, a discapito della microeconomia che soffre per la chiusura di oltre il 50% di locali  e attività del centro storico. Da qui deriva anche la scellerata chiusura della viabilità in centro, senza parcheggi limitrofi e i plicomat disseminati ovunque – spiega – . Questa situazione ha portato alla nascita di veri ghetti pericolosissimi come le ex Reggiane, l’intensificarsi della microcriminalità e baby gang che creano scompiglio e paura. E ormai quasi tutti gli abitanti del centro stanno cercando soluzioni abitative sulle colline.Tutto questo senza che l’amministrazione comunale faccia qualcosa”. Mattioli sposa inoltre la proposta fatta a livello regionale da Cambiamo!, che chiede alle amministrazioni locali di  “azzerare la tassa dei rifiuti per le attività commerciali, i bar e le attività di ristorazione per i mesi di chiusura”. “In questi giorni stiamo toccando con mano la delusione seguita al decreto Sostegno approvato dal Governo Draghi. I sostegni che arriveranno sono purtroppo più bassi rispetto alle attese e alle necessità. Come ha già sottolineato il presidente Toti, ci auguriamo che questo sia solo un acconto e che aiuti più consistenti, che segnino davvero l’auspicato cambio di passo rispetto al Governo Conte, arrivino a breve – illustra Mattioli insieme alla coordinatrice regionale Francesca Gambarini – . I Comuni, che sono l’istituzione più vicina ai cittadini, facciano uno sforzo per esonerare le attività commerciali, i bar e i ristoranti dal pagamento della Tari per i mesi di chiusura e di limitazioni. Sarebbe una importante boccata di ossigeno per le attività. Necessario è anche individuare modalità per aiutare palestre e altre attività chiuse da mesi, per esempio un contributo una tantum per le spese, finanziato dalla Regione”. 

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Enrico Mattioli

La sindrome del Faraone di chi non combina nulla (di buono)

LA PUNTURA/Di Federica Prati

Piazze, strade, obelischi, viali, fontane. Non c’è nulla che non sia passato dalle mani del Comune di Reggio. O, per meglio dire, la “sindrome del Faraone” dalla quale i nostri amministratori sembrano essere ampiamente afflitti, dato che, per lasciare simbolo tangibile della loro presenza (come se a Reggio in 70 e passa anni di sinistra non ne avessimo abbastanza…) hanno modificato tutti i luoghi centrali e manufatti più importanti della città.
Hanno dato una stretta in termini di sicurezza? Hanno contrastato il crimine e risolto il problema delle ex Reggiane? No. I nostri amministratori, per lasciare prova del loro passaggio ai posteri, hanno sradicato la città dalle tradizioni e l’hanno portata in una marea di Luserna e angoli (la tragedia che è diventata piazza del Cristo non la nomino neanche). Piazza Gioberti, diciamolo chiaramente, con quella fontana sembra la toilette della Duchessa. Una bellissima toilette, ma pur sempre tale. E infatti ci sono testimonianze social di come le persone lo usino per rinfrescarsi en plein air. Manca solo l’angolo per incipriarsi il naso, per quello si può andare alle ex Reggiane dove persino il Brumotti è rimasto sconvolto. E allora basta: per favore, fermatevi qui. Piazza San prospero va bene così. Niente più rendering sovrannaturali che dipingono la zona stazione con le personcine felici e in armonia. Potrete stravolgere il volto della città ancora e ancora, rifare per la 14esima volta il Parco delle Paulonie, ma perché queste riqualificazioni funzionino occorre restituire sicurezza e decoro urbano a una città che l’ha perso da tempo.

Inaugurazioni (in)opportune al tempo del Covid

Gran passerella di istituzione all’inaugurazione del nuovo centro vaccinale di Santa Vittoria di Gualtieri, alla presenza degli otto sindaci della Bassa Reggiana, del Presidente dell’Unione Camilla Verona, del Consigliere Regionale Andrea Costa, di alcuni Dirigenti dipendenti dell’Unione, “con tanto di musica, fotografi e taglio del nastro”. A denunciarlo è la consigliera Unione Bassa Reggiana Cristina Fantinati (Lega), a seguito di diverse segnalazioni dei cittadini che disapprovavano l’evento.

In un’epoca in cui muoversi e andare a trovare le persone care sono normalità fortemente soggette a restrizioni dalle disposizioni ministeriali, certo stona parecchio vedere un’inaugurazione in pompa magna di cui, certamente, si poteva fare a meno. Dopo aver reso noto il caso alla stampa, la consigliera Fantinati annuncia un atto ispettivo: “Ho depositato un’interpellanza al Presidente dell’Unione per cercare di chiarire i tanti dubbi su tale inaugurazione”.

Cristina Fantinati

“Innanzitutto vorrei capire chi ha organizzato tale cerimonia solenne, chi è stato invitato a partecipare, chi ha la competenza sulla gestione di tale centro vaccinale, visto che ad oggi non c’è alcun atto dell’Unione Bassa Reggiana a riguardo.

Infatti, a parte il Comune di Gualtieri che ha messo a disposizione la sede in comodato d’uso gratuito e ha offerto la copertura delle spese relative alle utenze, non risulta ci siano atti in cui si dichiari che l’Unione Bassa Reggiana o gli altri 7 comuni della Bassa abbiano contribuito direttamente alla realizzazione/gestione di tale centro vaccinale”. 

Una mancanza di informazioni sulla quale la consigliera chiede chiarezza: “Se corrisponde al vero che all’apertura di tale centro vaccinale di Santa Vittoria corrisponde la prossima chiusura del centro vaccinale di Guastalla, pertanto il centro di Santa Vittoria andrebbe a sostituire quello di Guastalla.

Se corrisponde al vero che, come dichiarato all’inaugurazione, verranno vaccinate 500 persone al giorno, pertanto, considerando una popolazione nel distretto di poco più di 70mila persone, compresi i neonati, entro fine Agosto tutta la popolazione della Bassa Reggiana sarà stata vaccinata (minorenni compresi).

Se corrisponde al vero che non è stato organizzato alcun servizio di trasporto gratuito per accompagnare al centro vaccinale le persone che ne hanno necessità, se non a pagamento e rivolgendosi alle varie associazioni disponibili dei vari comuni della Bassa; se si intenda porre rimedio a tale disservizio, organizzando un trasporto gratuito per i cittadini in difficoltà”. 

Fantinati non risparmia una “stoccata” a Andrea Costa: “Venendo poi alla passerella in questione, vorrei sapere a quale titolo fosse presente tra le Autorità, con tanto di taglio del nastro e foto ufficiali, il Signor Andrea Costa, se a titolo di ex-Sindaco, nel qual caso chiedo di fornire gli inviti inviati a tutti gli altri ex-Sindaci della Bassa, o se a titolo di Consigliere Regionale, nel qual caso chiedo di fornire gli inviti inviati a tutti gli altri Consiglieri Regionali. Non solo: vorrei sapere a quale titolo fossero presenti tra le Autorità, con tanto foto ufficiali, alcuni dirigenti dipendenti dell’Unione Bassa Reggiana”.

Ma la parte certamente più grave era l’assembramento, inequivocabilmente immortalato dalle tante fotografie di dominio pubblico, in cui si vedono una ventina di persone, tra sindaci e dirigenti vari, senza il distanziamento previsto dalla normativa. “Quale esempio si pensa di avere dato ai cittadini, decidendo di organizzare un’inaugurazione con cerimonia solenne, considerando che la legge impone ai cittadini di non uscire di casa se non per motivi di salute, lavoro o necessità, considerando che siamo in zona rossa, considerando che gli 8 Sindaci, che vediamo nelle foto senza il necessario distanziamento, sono gli stessi che fanno continui appelli ai cittadini affinchè non creino assembramenti e rispettino le distanze previste dalla normativa, considerando infine che nemmeno ai bambini e agli studenti è permesso di fare la foto di classe di fine anno scolastico a scuola.

Credo di rappresentare il sentimento dei cittadini, dicendo che l’apertura di questo centro vaccinale sia un risultato importante il cui merito, direttamente o indirettamente, vada però attribuito a tutta la cittadinanza; proprio per questo credo che sia totalmente fuori luogo fare inaugurazioni e cerimonie, che sembrano essere passerelle politiche e operazioni di immagine, alla faccia dei cittadini chiusi in casa, che soffrono per la situazione sanitaria e per quella economica”, conclude così Cristina Fantinati. Perché le regole valgono per tutti, ma per qualcuno, forse, più di altri.