Diacci (FDI) ricorda Don Carlo Terenziani, assassinato nei giorni successivi al 25 aprile 1945

FURIA ROSSA/Le stragi dei partigiani comunisti nel Triangolo della Morte

Oltre dieci anni fa abbiamo richiesto a gran voce, per la prima volta, che venisse cambiata la lapide  esistente presso il cimitero di San Ruffino che riporta la dicitura errata “tragicamente scomparso” pur sapendo tutti ormai che Don Carlo Terenziani fu barbaramente assassinato, chiedemmo inoltre l’intitolazione di una via in suo ricordo all’interno delle di vie di nuova intitolazione nel Comune di Scandiano.

Proprio nei giorni dell’anniversario della Liberazione chiediamo di ricordare anche chi è stato ingiustamente sacrificato nei giorni della Liberazione. Chi era Don Carlo Terenziani e quanto bene abbia fatto alla comunità locale possono testimoniarlo gli archivi parrocchiali e curiale della nostra provincia, oltre ad innumerevoli testimonianze locali.

Don Carlo fu barbaramente assassinato dai partigiani comunisti a guerra finita il 29 Aprile del 1945 come riportato dal libro “La chiesa reggiana tra fascismo e comunismo” della Prof.ssa Rossana Maseroli e ripreso dal saggio di Giampaolo Pansa “Il sangue dei vinti”. 

E’ storiograficamente falso omettere i meriti di un prete che erse chiesa asilo e cimitero a Cà de Caroli oltre all’opera instancabile che per tutta la sua breve vita lo vide servire i suoi fedeli. L’ateismo e la menzogna storica che buona parte della stessa sinistra  ha per tanto tempo professato, dovrebbero dare spazio, dopo sessant’anni alla decenza e al decoro di un riconoscimento ed una ferma condanna di quel terribile episodio. 

Facciamo pertanto appello al Sindaco ed ai consiglieri comunali cattolici affinché con noi si impegnino in futuro a ricordare la memoria di questo operoso sacerdote assassinato barbaramente dai partigiani comunisti.

Elena Diacci Presidente Circolo FDI Don Carlo Terenziani Scandiano

Elena Diacci

Le famiglie bisognose di Montecchio ricevono i pacchi della solidarietà di Coldiretti

L’operazione solidale “A sostegno di chi ha più bisogno”, promossa da Coldiretti, Filiera Italia e Campagna Amica su tutto il territorio nazionale, con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche e sociali del Paese, che destina aiuti alimentari alle famiglie indigenti, oggi è arrivata all’Emporio solidale Remida Food di Montecchio Emilia.

Sono stati consegnati infatti 150 chilogrammi di prodotti alimentari di qualità al comune di Montecchio, alla presenza del segretario di zona Coldiretti Marcello Zanetti, la Responsabile Servizio Sociale Territoriale di Montecchio Emilia Margherita Merotto e un gruppo di volontari che si dedicano alla composizione della spesa settimanale per 180 persone circa.

«Ringraziano per la sensibilità dimostrata da Coldiretti con la donazione ricevuta – dichiara il Sindaco Fausto Torelli. L’Emporio Solidale Remida food è attivo da oltre 10 anni ed aiuta annualmente circa 55 famiglie (180 persone fra adulti e bambini)».

«Stiamo raggiungendo quante più persone sul territorio reggiano, consegnando prodotti alimentari di qualità – commenta Maria Cerabona direttore della Coldiretti di Reggio Emilia – rappresentativi del valore della nostra agricoltura. Ci auguriamo che porti un po’ di speranza, conforto e vicinanza per le persone in difficoltà».

Ai ringraziamenti del Sindaco si aggiungono anche quelli dell’assessore Bruno Aleotti. «In un momento come questo pensare a chi ha più bisogno è segno di una profonda attenzione verso il prossimo che vi fa vanto e che ci dimostra come dalle difficoltà possiamo emergere uniti e più forti anche grazie a questi gesti. Voglio personalmente ringraziare singolarmente tutti i vostri associati unendovi ad un grazie verso tutti coloro che si stanno adoperando per aiutare chi è nel bisogno sperando che altri seguano il vostro esempio».

I pacchi contengono prodotti 100% Made in Italy come – spiega Coldiretti Reggio Emilia – pasta e riso, Parmigiano Reggiano e Grana Padano, biscotti, sughi, salsa di pomodoro, tonno sott’olio, dolci e colombe pasquali, stinchi, cotechini e prosciutti, carne, latte, panna da cucina, zucchero, olio extra vergine di oliva, legumi e formaggi fra caciotte e pecorino.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla disponibilità del Cae di Gattatico e dalla partecipazione di: Conad, Bonifiche Ferraresi, Philip Morris, Eni, Snam, Intesa San Paolo, Generali, De Cecco, Cattolica Assicurazioni Grana Padano, Barilla, Enel, Confapi, Fondazione Tim, Inalca, De Rica, Pomì, Casillo Group, Mutti, Monte dei Paschi di Siena, Granarolo, Coprob, Virgilio, Parmigiano Reggiano, Casa Modena, Ismea, Fondazione Osservatorio Agromafie, Crea.

Corrado Ferrari è il nuovo presidente della Pro Loco di Albinea

ALBINEA – Corrado Ferrari, 56 anni, ingegnere e appassionato di storia locale, dal 10 di aprile è il nuovo presidente della Pro Loco di Albinea. L’elezione è avvenuta al termine del consiglio direttivo dell’associazione.

Ferrari succede ad Adriano Corradini, scomparso il 14 marzo scorso all’età di 83 anni, che guidò la pro loco per 49 anni.

Pro Loco si occupa di promuovere l’attività turistica attraverso la valorizzazione delle eccellenze del territorio, naturalistiche, architettoniche, storiche e gastronomiche.

“Non sarà facile sostituire una persona come Adriano, che ha dedicato gran parte della sua vita all’associazione e al territorio – spiega Ferrari – Cercherò di proseguire la sua opera dal punto di vista storico e archivistico, con l’obiettivo di proiettarci nel futuro attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie di divulgazione, procedimento ormai indispensabile per raggiungere le nuove generazioni e allargare la base dei sostenitori”.

Corrado Ferrari