Rinaldi (Lega): “Il Sindaco Vecchi ama l’effetto sorpresa e preferisce non sapere il reato per il quale è indagato”

“Se un qualunque cittadino scopre di essere indagato in un procedimento penale, la prima cosa che logicamente vorrebbe conoscere è il reato sul quale la Procura sta indagando nei suoi confronti.Il nostro Sindaco è invece alquanto alternativo, ama l’effetto sorpresa e preferisce non conoscere il reato che gli viene contestato dalla Procura e sul quale vi è un indagine in corso.Una scelta incomprensibile ed assurda, che ha portato alla bocciatura della mozione lega di cui sono primo firmatario per impegnare il primo cittadino a depositare un istanza in Procura a norma dell’art. 335 c.p.p. con la quale si chiede di sapere il reato sul quale si sta indagando nei suoi confronti.Sono stato tacciato di squallido giustizialismo, quando in realtà il mio impegno chiedeva di esercitare una facoltà prevista dalle legge nei confronti dell’indagato.Un vero e proprio atto che permette il pieno esercizio delle garanzie difensive dell’indagato, ponendolo nella condizione di sviluppare meglio la propria strategia difensiva.A questo punto alcune domande sorgono spontanee :per quale motivo il Sindaco rifiuta di esercitare una sua facoltà prevista dalla legge che gli permetterebbe di conoscere il reato su cui è indagato?Ha forse paura che la cittadinanza sappia pubblicamente il reato o i reati su cui sta indagando la Procura?Domande a cui non avremo risposta, dal momento che in consiglio comunale il Sindaco ha preferito parlare di tutt’altro, evitando di rispondere alle domande che gli avevo formulato e non addentrandosi minimamente nel merito della mozione.Per quanto mi riguarda vale sempre il principio “male non fare paura non avere”, il diniego ad un impegno del genere è assolutamente inspiegabile ed incomprensibile, e dovrebbe far riflettere soprattutto in considerazione degli obblighi di trasparenza istituzionale in capo al Sindaco.I cittadini reggiani che hanno permesso allo stesso Luca Vecchi la rielezione a Maggio 2019 hanno il diritto di sapere per quale reato è indagato il primo cittadino.Rifiutarsi di compiere un atto di assoluta trasparenza istituzionale che va in primo luogo a favore dello stesso Sindaco quale indagato e che permetterebbe di conoscere il reato contestato fa certamente riflettere…

Alessandro Rinaldi, consigliere comunale Lega Reggio Emilia

Alessandro Rinaldi

Un segretario generale per due (comuni)

Rubertelli: “I comuni di Reggio e Correggio decidono di dividersi una figura strategica della macchina comunale. Scelta azzardata.”

Il Comune di Reggio Emilia a breve “dividerà” il proprio segretario generale col Comune di Correggio. La novità è contenuta nella convenzione che approderà lunedì in Consiglio comunale. Il dottor Stefano Gandellini, arrivato in Municipio nel 2020, si dividerà tra Reggio Emilia (per l’80 per cento della prestazione lavorativa) e (20% ) Correggio.

Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica)

Una scelta a nostro modo di vedere incomprensibile, se non irresponsabile. Basti pensare al ruolo del segretario comunale in materia di predisposizione di atti, assistenza e consulenza giuridica e contrattuale, trasparenza e anticorruzione. Ruolo che dovrà essere svolto contemporaneamente per un comune capoluogo di Provincia e un comune capodistretto. C’è di più. L’Amministrazione comunale di Reggio ha annunciato la partenza di un piano d’investimenti senza precedenti che comporterà ulteriori 40 milioni di nuovo debito per i reggiani. Parliamo di nuovi cantieri, di corposi investimenti su cui si dovrà vigilare bene per evitare fenomeni corruttivi. La domanda è una: è il caso di “ridimensionare” proprio ora la presenza del segretario generale, figura strategica nella macchina comunale in ottica di controllo e garanzia?

In occasione della discussione sul Bilancio (bocciato da un sindaco revisore per mancata trasparenza sui fondi rischi potenziali), come Alleanza civica abbiamo, ancora una volta, denunciato la mancata chiarezza su Stu Reggiane e su tantissimi altri atti su cui la giunta non risponde. La figura del segretario generale va semmai potenziata, non ridotta.

Vale la pena ricordare che, in sette anni di mandato, il sindaco Luca Vecchi si è avvalso di tre segretari generali e quasi un anno di posto vacante. Andrea Orlando è stato segretario generale dal giugno 2013 al dicembre 2014, sono seguiti 4 mesi di posto vacante. E’ stata poi la volta di Rosa Iovinella da maggio 2015 ad agosto 2016 con i successivi 4 mesi di posto vacante e, dopo di lei, di Roberto Carbonara da gennaio 2017 a novembre 2019. Nel gennaio 2020 l’arrivo di Stefano Gandellini. Un turn over preoccupante.

Se l’obiettivo è spingere ancora più alla deriva una macchina comunale lasciata allo sbando e nelle mani di pochi oligarchi, questa sembra politicamente la strada giusta, così come se si intende invece depotenziare una figura tecnica di garanzia proprio nel momento in cui l’Amministrazione è nel pieno vortice di una preoccupante inchiesta giudiziaria.

Se invece l’obiettivo politico del Sindaco è un taglio di spesa (?!) allora farebbe meglio a dimezzare la Giunta dei cui componenti si fatica spesso a ricordare anche solo il nome non solo l’operato.

Cinzia Rubertelli, Capogruppo Consigliare Alleanza Civica

La sindrome del Faraone di chi non combina nulla (di buono)

LA PUNTURA/Di Federica Prati

Piazze, strade, obelischi, viali, fontane. Non c’è nulla che non sia passato dalle mani del Comune di Reggio. O, per meglio dire, la “sindrome del Faraone” dalla quale i nostri amministratori sembrano essere ampiamente afflitti, dato che, per lasciare simbolo tangibile della loro presenza (come se a Reggio in 70 e passa anni di sinistra non ne avessimo abbastanza…) hanno modificato tutti i luoghi centrali e manufatti più importanti della città.
Hanno dato una stretta in termini di sicurezza? Hanno contrastato il crimine e risolto il problema delle ex Reggiane? No. I nostri amministratori, per lasciare prova del loro passaggio ai posteri, hanno sradicato la città dalle tradizioni e l’hanno portata in una marea di Luserna e angoli (la tragedia che è diventata piazza del Cristo non la nomino neanche). Piazza Gioberti, diciamolo chiaramente, con quella fontana sembra la toilette della Duchessa. Una bellissima toilette, ma pur sempre tale. E infatti ci sono testimonianze social di come le persone lo usino per rinfrescarsi en plein air. Manca solo l’angolo per incipriarsi il naso, per quello si può andare alle ex Reggiane dove persino il Brumotti è rimasto sconvolto. E allora basta: per favore, fermatevi qui. Piazza San prospero va bene così. Niente più rendering sovrannaturali che dipingono la zona stazione con le personcine felici e in armonia. Potrete stravolgere il volto della città ancora e ancora, rifare per la 14esima volta il Parco delle Paulonie, ma perché queste riqualificazioni funzionino occorre restituire sicurezza e decoro urbano a una città che l’ha perso da tempo.