Primo maggio, CONFCOMMERCIO: «Celebriamo il lavoro aiutando le imprese a mantenerlo»

Sulla possibilità concessa dal Comune di Reggio Emilia a parrucchieri, estetisti e tatuatori di tenere aperto il Primo Maggio accogliamo la contrarietà delle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori, peraltro espressa anche in sede di confronto dal Segretario Provinciale Filcams Luca Chierici.

Riteniamo però doveroso ribadire che pur comprendendo la posizione del Sindacato, in un contesto pesantemente indebolito dalla pandemia come quello di quest’anno, dare la possibilità di lavorare a categorie fortemente penalizzate da protocolli e chiusure che per altro sono tra le categorie che maggiormente occupano giovani e donne, sia il miglior modo di celebrare il lavoro e l’occupazione.

La tenuta occupazionale sarà purtroppo tra le sfide del prossimo futuro e credo che nell’affrontarla così come avvenuto in questo caso dovremo trovare sempre di più mediazioni che siano pragmatiche oltre che coerenti coi valori che condividiamo, per il bene delle imprese e dei lavoratori.

Fratelli d’Italia: da sabato 24 Aprile gazebo informativi in molti comuni della provincia

Raccolta firme contro l’operato del Ministro Speranza, tesseramenti 2021, illustrazione delle proposte fatte al Premier Draghi

MODENA – Da Sabato 24 aprile ricomincia l’attività nei territori dell’intera provincia. Dopo due mesi di restrizioni dovute al contenimento del contagio per la pandemia in atto, finalmente gli allentamenti previsti consentiranno ai nostri circoli di riprendere le loro attività di presidio e di informazione. Da questo sabato i nostri gazebo saranno presenti a Mirandola, Finale Emilia, Carpi, Modena, Sassuolo, Maranello e Pavullo nel Frignano: quasi tutti la mattina, ad eccezione di Sassuolo che sarà attivo dalle 16 alle 18, e Modena che invece sarà in Piazza Mazzini tutto il giorno.

L’attività sui territori, da sempre sostenuta da Fratelli d’Italia, permette di entrare in contatto con i nostri sostenitori ed elettori, grazie all’indispensabile supporto dei tanti militanti, e renderli partecipi di una politica attiva e vicina alla gente.

In particolare, questo sabato, sarà possibile sottoscrivere ad ogni banchetto la mozione di sfiducia al Ministro della Salute Speranza, già annunciata in Parlamento dai nostri Onorevoli, e che nei primi tre giorni ha raccolto il sostegno di più di 100.000 italiani: indice di come la gestione della pandemia sia ritenuta fallimentare sotto ogni punto di vista.

Sarà inoltre possibile aderire alla campagna tesseramenti 2021, per diventare nostro sostenitore e partecipare anche attivamente alle nostre iniziative. I tesseramenti sono attivi tutti i giorni, presso la sede di Via Prampolini 13 a Modena, previo appuntamento telefonico o social.

Verranno distribuiti, a tutti gli interessati, opuscoli informativi circa le proposte che Fratelli d’Italia ha in questi primi mesi sottoposto e presentato al Premier Mario Draghi: schede sintetiche su alcuni macro-temi che riassumono le misure che Giorgia Meloni aveva già sottoposto all’attenzione del precedente Governo uscente ma che non erano state tenute in alcuna considerazione.

Nelle prossime settimane altri gazebo verranno organizzati in altrettanti comuni, per portare l’attività di Fratelli d’Italia su tutto il territorio provinciale.

Lo dichiarano Michele Barcaiuolo, Coordinatore e Consigliere Regionale e Ferdinando Pulitanò, coordinatore di Fratelli d’Italia per la provincia di Modena.

Michele Barcaiuolo

Tadolini (Centro Studi Italia): “Un pensiero forte: EUROPA Superpotenza”


In Europa si ragiona di un progetto, un piano, più che un sogno o una visione. Si evita di dire un’idea. Si tratta nientemeno che di guadagnare lo status di superpotenza.
Se ne discute ai vertici dell’Unione Europea, mai utilizzando il termine esplicito di superpotenza. Quelli che, a ragione o a torto, sono stati bollati come euroburocrati mimetizzano l’operazione dietro alcune formule, di cui una, in particolare, è divenuta globalmente nota, Autonomia Strategica. Tant’è che nei giorni scorsi il Presidente della superpotenza cinese ha esplicitamente invitato la Cancelliera tedesca Merkel a realizzare compiutamente questa fase di autonomia europea.
In questi anni il piano di superpotenza europea ha avuto i suoi campioni nei franco-tedeschi, come il Presidente francese Macron che ha dettato una sua dottrina riguardo il futuro dell’Europa, divenendo famoso per aver dichiarato la morte cerebrale della NATO.
E qui si arriva al punto scottante del ragionamento su Europa superpotenza, cioè il rapporto transatlantico. Una superpotenza per essere tale non può essere subalterna ad un’altra superpotenza. L’Unione Europea non può essere subalterna agli USA, di cui è formalmente alleata attraverso la NATO, alleanza dove gli USA sono indiscutibilmente egemoni.
L’Unione Europea, tuttavia, è un gigante di 460 milioni di abitanti, con una ampiezza territoriale continentale, una formidabile potenza economica e tecnologica; infine con una capacità militare molto più forte di quanto si voglia far credere.
Se Europa Superpotenza ancora non viene presentata come un’idea politica può essere un ragionamento dettato dalla contingenza globale.
Il mondo dei nostri giorni è un mondo multilaterale di grandi superpotenze continentali: Stati Uniti, la Cina, la Russia e l’India. È un dato di fatto incontestabile.
Oggi possiamo avere una rapida prospettiva del percorso che ci ha condotto a questa situazione. La prima metà del secolo scorso vede sparire gli imperi che avevano governato l’umanità nei secoli precedenti. Dalla Seconda Guerra mondiale emergono le due sole superpotenze vincitrici Usa e Urss, che impongono il bipolarismo della Guerra Fredda. Caduto il Muro di Berlino, gli Stati Uniti si pongono al comando di un unilaterale Nuovo Ordine Mondiale. Negli anni Novanta la rinascita russa sotto la guida del Presidente Putin mette in discussione l’egemonia statunitense. Con il nuovo millennio, anche la Cina consolida lo status di superpotenza, seguita dall’India. Il primo ventennio del Duemila si chiude con la certificazione della Cina come contraltare degli USA, determinando, insieme alle altre superpotenze, una condizione globale di multilateralità.
In questa scacchiera l’Unione Europea non può giocare senza guadagnare lo status di superpotenza.
Un freddo ragionamento di vertice senz’anima?
È molto difficile trovare nella politica europea un pronunciamento a diventare una superpotenza. In questi decenni abbiamo visto continuamente statunitensi, russi, indiani e cinesi coltivare la coscienza collettiva di rappresentare una superpotenza.
In Europa spesso la politica si divide per la simpatia, se non sudditanza, verso l’una o l’altra superpotenza, ma mai per una Europa superpotenza.
Nel 1964 un geopolitico belga Jean Thiriart pubblicò un libro dal titolo «Un empire de quatre cents millions d’hommes, l’Europe». Era la Guerra Fredda, il seme non attecchì.
Abbiamo continuato a vivere come se la nostra Europa fosse impermeabile alle vicende del mondo. Come se crisi, guerre e malattie appartenessero solo al passato o ad altri luoghi. Facciamo politica con la prospettiva del nostro cortile e facendoci belli di idee che tanto sappiamo non saremo chiamati dar prova. Sempre pronti a schernire ed insultare la nostra Patria. Guardiamo e lodiamo gli altri popoli diventare potenti, ma non li emuliamo.
Europa superpotenza è l’unico pensiero forte che si presenta ai popoli europei dei nostri giorni. L’Europa ha un’importanza strategica che non lascia scampo al diventare terreno di confronto fra le altre superpotenze. Per difendere l’Europa dobbiamo essere una superpotenza.


Luca Tadolini, Centro Studi Italia

Aimi (Forza Italia): “Avanti con mio progetto di legge “Brumotti” contro degrado e spaccio”

Enrico Aimi

PARMA – “Aumentare pena per spacciatori. Calendarizzare subito mio disegno di legge “Brumotti” per bonificare le piazze dello spaccio”
L’inchiesta giornalistica di Vittorio Brumotti, che nei giorni scorsi si è recato a Parma, ha acceso i riflettori su una realtà drammatica che ormai è da troppo tempo sotto gli occhi di tutti. Il parco Ducale è ormai preda di spacciatori di ogni genere: e tutto questo in pieno centro, nonostante l’impegno profuso dalle Forze dell’Ordine nel contrasto a questo odioso e allarmante fenomeno. Il vero problema, nel nostro Paese, sta nella certezza – o meglio nell’incertezza – della pena e, soprattutto dell’arresto. Serve una riforma complessiva che consenta infatti di arrestare e mettere in carcere anche i piccoli spacciatori e di espellere con celerità gli stranieri irregolari che, troppo spesso, vivono proprio di delinquenza e spaccio. Proprio in tal senso va il mio disegno di legge, volto a modificare l’articolo 73 comma 5 del DPR 309/90 (Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza). Sarebbe una semplice e intelligente “controrivoluzione” nel nostro sistema penale e anche culturale. Il fatto di “lieve entità” è attualmente punito con reclusione da sei mesi a quattro anni. Una previsione che non consente di applicare in pieno la custodia in carcere, spesso vanificando gli innumerevoli sforzi delle Forze dell’Ordine che si ritrovano ad arrestare soggetti che, dopo qualche giorno, ritornano in libertà. Il mio disegno di legge, che auspico sia calendarizzato in tempi brevi, propone di aumentare la pena da un minimo di uno a un massimo di cinque anni, consentendo così di assicurare realmente alla giustizia questi spacciatori che creano degrado, pericolo e grande allarme sociale. In questo caso l’arresto sarebbe obbligatorio e non più solo facoltativo. Più sicurezza per i cittadini, meno frustrazione per le forze dell’ordine”.


Enrico Aimi, senatore, Commissario provinciale FI Parma e Coordinatore Regionale Emilia Romagna.

Covid, Fiorini (Lega): “Strategico investire su filiera moda”

ROMA – “Condivido le richieste e, soprattutto, la visione di sistema che mi è stata illustrata dai rappresentanti di Niam (Nazionale Italiana Agenti Moda) il presidente Giorgio Magello, Luca Bagnoli e Marco De Albertis membri del Direttivo nel corso di un incontro online. Il ruolo dell’intermediazione di qualità è fondamentale per agevolare il successo di una filiera strategica come la moda italiana, che rappresenta un’eccellenza del Made in Italy nel mondo. Sto lavorando in Parlamento affinché sia riconosciuta alla categoria un’adeguata specificità. Investire nella cultura d’impresa, sostenere la crescita professionale e la capacità di leggere il mercato sono obiettivi prioritari per il rilancio produttivo e occupazionale del Paese, in particolare dopo la grave crisi provocata dalla pandemia. In questo processo, è fondamentale dialogare con tutte le categorie produttive del sistema Paese per ascoltare le istanze, raccogliere spunti e, insieme, elaborare un Piano di rilancio valorizzando competenze e professionalità”.
Lo dichiara la deputata della Lega Benedetta Fiorini, segretario della Commissione Attività produttive.

Benedetta Fiorini

Pubblici esercizi, FIPE-Confcommercio scende in piazza: «Vogliamo una data certa per le riaperture: questo è il nostro ristoro»

Ci sarà anche il presidente provinciale FIPE, la Federazione italiana Pubblici esercizi di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Fabio Zambelli a Roma domani, martedì 13 aprile, all’Assemblea nazionale FIPE organizzata in piazza per dare coralmente volto e voce all’esasperazione di imprenditori in grandi difficoltà, con la richiesta al Governo e alla Politica in generale di un impegno preciso sulla ripartenza e di un piano per farlo in sicurezza.

«E’ indispensabile – spiega Fabio Zambelli – dare un segnale forte e pubblico di preoccupazione e insoddisfazione sulle modalità con le quali il Governo sta gestendo la crisi sanitaria. Incertezza e mancanza di prospettive fanno male quasi più delle chiusure. La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos».

«Sarà una forma di protesta ordinata e costruttiva – sottolinea Fabio Zambelli – coerente con lo stile di una Federazione che ha sempre cercato un confronto con le istituzioni, rifuggendo populismi, polemiche e strumentalizzazioni e che oggi vuole dare un altro segnale forte. Ormai è più di un anno che il nostro settore è in serie difficoltà con qualche parentesi di apertura che però non può bastare né a noi né ai nostri dipendenti. Abbiamo bisogno di una data certa per riaprire: questo è il nostro ristoro».

Turchia, Aimi: “Europa affronti con decisione percorso di autonomia”

Enrico Aimi

ROMA – “Lo scorso mercoledì forse non è stato da leoni, ma certamente lo è stato per importanza, verso l’Autonomia Strategica dell’Europa, il progetto che intende far guadagnare alla UE lo status di Superpotenza Globale. Il “sofa’-gate” fra la Presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen ed il Presidente turco Erdogan ha un significato esclusivamente geopolitico: la Turchia, forte della tradizione ottomana, si fa largo come superpotenza di scacchiere e lo dichiara all’Europa, senza fronzoli, con un autentico sgarbo diplomatico. L’Unione Europea, a sua volta, con piglio cavalleresco – ma di fatto riconoscendosi a sua volta Superpotenza – risponde tramite il nostro Presidente del Consiglio Mario Draghi che in conferenza stampa dà del dittatore utile alla bisogna al Presidente turco. Si consideri che Mario Draghi, il giorno prima era in Libia, dove i Turchi, senza tanti giri di parole, vogliono scalzarci, fino a far sloggiare il nostro presidio militare da Misurata per farne una loro base.Nelle stesse ore, senza nessun clamore mediatico, il Cancelliere tedesco Angela Merkel era al telefono con il Presidente cinese Xi Jinping, il quale, esplicitamente, ha incoraggiato l’Unione Europea a percorrere con decisione la strada dell’Autonomia Strategica europea.Se è certo che il divenire superpotenza non può dipendere dal rispetto del protocollo diplomatico o da un suggerimento di altre superpotenze, è altrettanto certo che questo è il tema decisivo per il futuro dell’Europa, quindi anche dell’Italia, non procrastinabile dal nostro impegno politico”. Lo dichiara il senatore Enrico Aimi, capogruppo in Commissione Affari Esteri di Forza Italia.

#IoApro

Due chiacchiere con Nanetti sui ristoratori in protesta: “Le attività devono riaprire, torneremo a Roma”

di Federica Prati

Io apro per non chiudere più.

E’ il motto della compagine di ristoratori che, nonostante il Governo lo vieti, sta continuando a tenere aperti, a pranzo e a cena, i loro locali. Si sono costituiti a movimento e offrono tutela legale in caso di sanzioni ai sostenitori della loro protesta, scesa sulle piazze di tutta Italia e anche in Emilia. Li abbiamo visti protagonisti indiscussi della scena pubblica, li abbiamo visti attrarre masse di persone e fare scalpore, quando in verità chiedono una cosa piuttosto semplice: il diritto di lavorare.

In questi giorni sono “il tema scottante” della settimana, il piatto caldo della politica, perché, ça va sans dire, a Roma durante una libera manifestazione del gruppo ci sono stati tafferugli con la Polizia. Da allora si sono aperti i fari su questo movimento, in tutta Italia hanno provato a etichettare in tutti i modi ciò che si può chiamare semplicemente con un nome: ristoratori. In realtà, altro non sono se non partite iva che chiedono di poter riaprire, in sicurezza e nel rispetto delle norme igieniche. E a Roma ritorneranno presto, forse già il prossimo lunedì.

A fare parte del Movimento “IoApro” è il correggese Andrea Nanetti, già noto per la sua battaglia contro la “fabbrica della morte” Cemental, che gli ha portato via prematuramente il papà Luciano. Con lui abbiamo parlato per capire di più su questa spontanea aggregazione di liberi professionisti.

Andrea Nanetti sul palco di IoApro

Stanchi, arrabbiati, frustrati. Sono tutte parole con le quali possiamo identificare i ristoratori. Nanetti, cosa pensa della situazione contingente?

Il Governo ignora completamente le istanze di migliaia di partite iva. Il Covid è molto aggressivo e non deve essere assolutamente sopravvalutato, però ci stanno marciando sopra e l’Italia è disorganizzata: nella maggior parte del mondo si sono attrezzati per affrontare il Coronavirus, e ovunque abbiamo immagini di Paesi che sono venuti a soluzioni per contingentare la pandemia e riprendere a vivere allo stesso tempo. Ho amici a Stoccolma, Minsk, Mosca, San Pietroburgo, dove tutto è aperto e i bambini frequentano le scuole, e l’organizzazione è nettamente migliore rispetto alla nostra. Le regole del Governo italiano non sono leggi, sono Dpcm, l’articolo 13 e 16 della Costituzione restano primari come diritti fondamentali del cittadino. Nessuno ci può impedire di esistere e di muoverci liberamente. Per quanto concerne le cure, anche lì ci si è mossi in maniera a mio parere incomprensibile. Con tachipirina e vigile attesa si sono fatti molto danni, quando bisognava intervenire subito e con le cure adeguate, com’è stato fatto in altri Paesi. Tutto il peso e le responsabilità sono stati lasciati a bravissimi, eccellenti medici che hanno spinto sin da subito per le terapie domiciliari. Così non si può continuare perché le strategie sono sbagliate, in altre Nazioni hanno subito compreso che gli anticorpi monoclonali potevano essere una terapia efficiente e hanno investito in questo tipo di cure, da noi si è perso troppo tempo prezioso. E ora ne paghiamo le spese.

Ci spieghi un po’ IoApro e le persone che compongono il movimento.

Le realtà sono molteplici. I fondatori sono Umberto Carrera, Biagio Passaro, Momi Tito El Hawi, Antonio Alfieri… c’è un bel gruppo di promotori che si sono dati da fare per avviare il progetto, io ho dato una mano perché ogni aiuto è importante. Sono dell’idea che coloro che non reagiscono non hanno diritto di lamentarsi. Ci sono ristoratori, baristi, commercianti, artigiani, fornitori, normali partite iva, liberi professionisti di tutti i tipi. E’ un anno che ci dicono torneremo ad abbracciarci, ma questa è un’Italia che non riconosco più.

Nanetti con il fondatore di IoApro Momi Tito El Hawi

Siete attivi in tutta Italia. In Emilia quali saranno le prossime date?

Ci sarà una manifestazione domani sabato 10 aprile a Modena alle 15, che non è organizzata da IoApro, ma dal movimento No Lockdown al quale fanno riferimento anche tutte le categorie danneggiate dalle restrizioni. Parliamo di decine di migliaia di partite iva e, a catena, tutta una filiera bloccata che dipende da esse.

I media hanno cercato di inquadrarvi, alcuni vi hanno etichettato come estrema destra, come “no vax”, “no mask”, e via dicendo. Si riconosce in queste definizioni?

Siamo favorevoli ai disposizioni sanitarie di protezione, però è anche protettiva una vita sana. Non mi riconosco nelle etichette, in piazza c’erano moltissimi padri e madri di famiglia disperati, che chiedono semplicemente di lavorare. Nient’altro.

I politici, a Roma, vi hanno ascoltato?

A Roma torneremo con grande probabilità già lunedì, però erano in diversi, fra Paragone (Italexit, ndr), Fratelli d’Italia e CasaPound ad averci ascoltato. Purtroppo non ho visto nessuno della Lega, nella quale io militavo. Anche localmente, dopo una prima fase di apertura a IoApro, poi nulla. Per tutti questi motivi io esco dalla Lega, che ha dato il suo appoggio al Governo Draghi. Avevo dato grande fiducia a Salvini, ho fatto campagna elettorale per lui ed ero attivo nella Lega, ora però il nuovo corso, che ha fatto della Lega un partito europeista e alleato del Pd, mi ha deluso enormemente perché non potrò mai essere alleato delle sinistre. Oltre a ciò, gli sbarchi sono aumentati esponenzialmente, “merito” della Lamorgese, e Speranza resta ministro. Purtroppo nel Governo Draghi o non sei rilevante o, peggio, sei complice di tutto questo. Ora le nostre strade si dividono.

Secondo Lei, nel futuro di IoApro, c’è il pensiero di costituirsi a partito?

Io sono un semplice cittadino, per il momento direi di no, ma non spetta a me dirlo… nasce come un gruppo spontaneo per lavorare, noi non vogliamo l’elemosina del Governo, vogliamo semplicemente i nostri diritti.