Un documento sulla Chiesa reggiana durante la Guerra Civile 1943 -1945 che manca nell’articolo del Corriere della Sera di Aldo Cazzullo

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE TESTO DELLO STORICO E AVVOCATO LUCA TADOLINI

Vorrei aggiungere un documento all’articolo del giornalista Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, «Il sacerdote fucilato dai fascisti, il seminarista ucciso da partigiani: segreti e verità della “guerra civile italiana”». Cazzullo riporta l’intero martirologio del clero reggiano, e le drammatiche testimonianze della conversione di un milite fascista quindicenne che fucilò Don Pasquino Borghi e della figlia partigiano che diede il colpo di grazia al seminarista Rolando Rivi. Ma Cazzullo, coinvolgendo il Vescovo di Reggio Emilia Monsignor Camisasca, conclude che «il fatto che vennero commesse atrocità non esclude che ci fosse una parte sbagliata, quella di Hitler e Mussolini, e una parte giusta, quella che combatteva il nazifascismo», cui aggiunge a sostegno «questo sostiene Camisasca, era ben chiaro a quasi tutti i sacerdoti emiliani, già prima dello scoppio della guerra: «Dopo la proclamazione delle leggi razziali del 1938, anche se costretta al silenzio, la maggioranza pressochè assoluta del clero non ebbe più dubbi sul contenuto di odio e di negazione del Vangelo dei proclami del fascismo”».

Ora, pur essendo noto il concetto di “guerra giusta”, bellum iustum, per la Chiesa, può rimanere il dubbio su Roosevelt e Stalin sull’altare. Ma rimanendo sulla guerra civile nel reggiano, di cui parla l’articolo, si invita alla lettura del documento che segue.

Reggio Emilia, 12 Febbraio 1945, il Maggiore Attilio Tesei, Capo Ufficio Politico Investigativo, l’unità più direttamente impegnata nella lotta ai partigiani, si reca dal Vescovo di Reggio Emilia Mons. Brettoni e dell’incontro redige una precisa relazione in 6 punti per il Comandante Provinciale, Colonnello Anselmo Ballarino.

L’incontro tra il Vescovo ed il Capo dell’Upi appare non essere stato l’unico, in quanto il Maggiore Tesei scrive che “stamane alle ore 10, in seguito ad analogo invito mi sono nuovamente recato da S.Ecc. il Vescovo di Reggio Emilia e Principe il quale mi ha accolto con la consueta cordialità e mi ha intrattenuto lungamente in colloquio”. D’altronde, l’ufficiale introduce la relazione dell’incontro con il Vescovo con “a seguito mie precedenti n° 293/A.11 del 3 e 15 Febbraio u.s.”, che sembrano rimandare ad altrettanti incontri con il Vescovo. 

Così il Capo dell’Upi espone i punti trattati con Mons. Brettoni:

Tra i vari argomenti trattati, di natura politica meritano soprattutto di essere segnalato:

“1° – Conferma dell’avvenuta fucilazione, da parte dei partigiani, del Ten. Col. BATTAGLIA avvenuta a Leguigno il giorno 17/2/1945 XXIII°. – Il Vescovo si è lungamente intrattenuto sul descrivere i particolari della fucilazione (da noi già conosciuta) il comportamento magnifico del Colonnello – comportamento che lo stesso Vescovo ha definiti superbamente cristiano ed eroico.-

2° – Conferma dell’avvenuta fucilazione del funzionario di Prefettura Colitti. Tali notizie sono pervenute ufficialmente, tramite Mons. Rabotti, al Vescovo che ha tenuto ad esprimermi tutto il suo dolore e la sua deplorazione per i due orrendi delitti.

3° – Manifestazione di compiacimento per l’accoglienza avuta dalla sua lettera “per la distensione degli animi” ed ha ancora assicurato la sua decisa volontà di continuare nella sua opera di persuasione per il ritorno alla normalità.-

4° – Deplorazione di tutti gli atti di violenza compiuti dalle bande comuniste e sconfessione completa dell’alleanza “Comunista –democristiana” che ha definito contraria ad ogni buona norma cattolica ed appartenente ad una di quelle alleanze che in ogni tempo sono sempre state condannate da tutti i Papi del tempo.

5° – Manifestazione di schietta ammirazione per le truppe italo-germaniche che in particolar modo per il soldato tedesco che ha definito superbo ammirevole sotto ogni aspetto.

6° – (Avute da me alcune buone notizie sulla situazione del nostro fronte e sul comportamento delle nostre truppe).

Manifesta di aperto compiacimento per il mancato arrivo degli Anglo– americani e dei loro italiani.”

Si aggiunge che in quei giorni vi fu una importante presa di posizione sulla violenza fratricida del Vescovo Brettoni nella Pastorale della Quaresima. Rispose Renato Rossi, Segretario Federale del Partito Fascista Repubblicano di Reggio Emilia, che pubblica su Reggio Repubblicana, un drammatico articolo in risposta al Vescovo, che sarà il suo ultimo proclama politico: «D’accordo col Vescovo». Forse bisognerebbe leggere anche quello. 

Credo che, se si deve parlare di “pacificazione” e se viene richiamata la parola “verità”, si debba avere il coraggio di esporre un quadro il più completo possibile delle proprie conoscenze e senza calcoli politici di opportunità politica,visto anche che siamo nel 2021 e forse si può finalmente esseri sinceri su quello che sappiamo del 1945.

Luca Tadolini (Centro Studi Italia)

La relazione, in data 12 marzo 1945, redatta dal Maggiore Attilio Tesei, Capo dell’Ufficio politico Investigativo della Gnr di Reggio Emilia, dell’incontro con Eduardo Brettoni, Vescovo e Principe di Reggio Emilia.