Primo maggio, CONFCOMMERCIO: «Celebriamo il lavoro aiutando le imprese a mantenerlo»

Sulla possibilità concessa dal Comune di Reggio Emilia a parrucchieri, estetisti e tatuatori di tenere aperto il Primo Maggio accogliamo la contrarietà delle Organizzazioni Sindacali dei Lavoratori, peraltro espressa anche in sede di confronto dal Segretario Provinciale Filcams Luca Chierici.

Riteniamo però doveroso ribadire che pur comprendendo la posizione del Sindacato, in un contesto pesantemente indebolito dalla pandemia come quello di quest’anno, dare la possibilità di lavorare a categorie fortemente penalizzate da protocolli e chiusure che per altro sono tra le categorie che maggiormente occupano giovani e donne, sia il miglior modo di celebrare il lavoro e l’occupazione.

La tenuta occupazionale sarà purtroppo tra le sfide del prossimo futuro e credo che nell’affrontarla così come avvenuto in questo caso dovremo trovare sempre di più mediazioni che siano pragmatiche oltre che coerenti coi valori che condividiamo, per il bene delle imprese e dei lavoratori.

Pubblici esercizi, FIPE-Confcommercio scende in piazza: «Vogliamo una data certa per le riaperture: questo è il nostro ristoro»

Ci sarà anche il presidente provinciale FIPE, la Federazione italiana Pubblici esercizi di Confcommercio-Imprese per l’Italia, Fabio Zambelli a Roma domani, martedì 13 aprile, all’Assemblea nazionale FIPE organizzata in piazza per dare coralmente volto e voce all’esasperazione di imprenditori in grandi difficoltà, con la richiesta al Governo e alla Politica in generale di un impegno preciso sulla ripartenza e di un piano per farlo in sicurezza.

«E’ indispensabile – spiega Fabio Zambelli – dare un segnale forte e pubblico di preoccupazione e insoddisfazione sulle modalità con le quali il Governo sta gestendo la crisi sanitaria. Incertezza e mancanza di prospettive fanno male quasi più delle chiusure. La situazione è complessa, ma senza prospettive certe e credibili si finisce nel caos».

«Sarà una forma di protesta ordinata e costruttiva – sottolinea Fabio Zambelli – coerente con lo stile di una Federazione che ha sempre cercato un confronto con le istituzioni, rifuggendo populismi, polemiche e strumentalizzazioni e che oggi vuole dare un altro segnale forte. Ormai è più di un anno che il nostro settore è in serie difficoltà con qualche parentesi di apertura che però non può bastare né a noi né ai nostri dipendenti. Abbiamo bisogno di una data certa per riaprire: questo è il nostro ristoro».