Rubertelli (Alleanza Civica): “Ancora troppe le persone non rintracciabili in città”

Cinzia Rubertelli

Persone irreperibili in accertamento a Reggio Emilia città sono 1.530. Cancellazioni effettuate dal Comune di Reggio Emilia dal 2016 a oggi oltre 6mila: 2016 – 1.475; 2017 – 1.261; 2018 – 1.485; 2019 – 1.014; 2020 – 898. Questi i preoccupanti risultati di un accesso agli atti di Alleanza Civica.
l problema dell’inefficacia delle espulsioni è un problema nazionale, ma il fatto che un clandestino pluripregiudicato ed espulso possa tranquillamente vivere nella nostra città con tanto di nome sul campanello e sulla cassetta postale deve farci pensare.
Sono qualche migliaio gli irreperibili di Reggio, ogni anno il comune li cancella, ma oltre a cancellarli cosa fa?
I dati degli affittuari e dei proprietari sono disponibili agli addetti, perché non vengono effettuati controlli puntuali negli appartamenti?
Perché si è riusciti ad organizzare una rete di controlli anche troppo efficiente per il Covid e consentivano che i clandestini restano per anni in giro per la citta?
Perché non si applicano le leggi che prevedono la requisizione degli appartamenti a chi affitta a clandestini?
In quei condomini vivono 60 famiglie, almeno 150 persone, cosa sarebbe successo se quel clandestino avesse preso il Covid?
Come al solito l’ideologia vince sulla legalità, e si diventa inflessibili per uno che prende il caffè al bar, dimenticando che in Italia non ci dovrebbe stare ma ci vive alla luce del sole.

Cinzia Rubertelli, capogruppo Alleanza Civica

Enrico Mattioli (Cambiamo!): “Le nostre idee per Reggio Emilia”

A poche settimane di distanza dalla sua nomina a coordinatore provinciale di Cambiamo!, Enrico Mattioli inizia a delineare la propria idea di città. Una città, Reggio Emilia, che, per Mattioli è in “in profonda crisi d’identità”. “E’ una città che sta pian piano morendo sotto gli occhi di tutti soprattutto con l’attuale amministrazione comunale che continua ad andare a braccetto con cooperative che da sempre hanno privilegiato il loro interesse, a discapito della microeconomia che soffre per la chiusura di oltre il 50% di locali  e attività del centro storico. Da qui deriva anche la scellerata chiusura della viabilità in centro, senza parcheggi limitrofi e i plicomat disseminati ovunque – spiega – . Questa situazione ha portato alla nascita di veri ghetti pericolosissimi come le ex Reggiane, l’intensificarsi della microcriminalità e baby gang che creano scompiglio e paura. E ormai quasi tutti gli abitanti del centro stanno cercando soluzioni abitative sulle colline.Tutto questo senza che l’amministrazione comunale faccia qualcosa”. Mattioli sposa inoltre la proposta fatta a livello regionale da Cambiamo!, che chiede alle amministrazioni locali di  “azzerare la tassa dei rifiuti per le attività commerciali, i bar e le attività di ristorazione per i mesi di chiusura”. “In questi giorni stiamo toccando con mano la delusione seguita al decreto Sostegno approvato dal Governo Draghi. I sostegni che arriveranno sono purtroppo più bassi rispetto alle attese e alle necessità. Come ha già sottolineato il presidente Toti, ci auguriamo che questo sia solo un acconto e che aiuti più consistenti, che segnino davvero l’auspicato cambio di passo rispetto al Governo Conte, arrivino a breve – illustra Mattioli insieme alla coordinatrice regionale Francesca Gambarini – . I Comuni, che sono l’istituzione più vicina ai cittadini, facciano uno sforzo per esonerare le attività commerciali, i bar e i ristoranti dal pagamento della Tari per i mesi di chiusura e di limitazioni. Sarebbe una importante boccata di ossigeno per le attività. Necessario è anche individuare modalità per aiutare palestre e altre attività chiuse da mesi, per esempio un contributo una tantum per le spese, finanziato dalla Regione”. 

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Enrico Mattioli

La sindrome del Faraone di chi non combina nulla (di buono)

LA PUNTURA/Di Federica Prati

Piazze, strade, obelischi, viali, fontane. Non c’è nulla che non sia passato dalle mani del Comune di Reggio. O, per meglio dire, la “sindrome del Faraone” dalla quale i nostri amministratori sembrano essere ampiamente afflitti, dato che, per lasciare simbolo tangibile della loro presenza (come se a Reggio in 70 e passa anni di sinistra non ne avessimo abbastanza…) hanno modificato tutti i luoghi centrali e manufatti più importanti della città.
Hanno dato una stretta in termini di sicurezza? Hanno contrastato il crimine e risolto il problema delle ex Reggiane? No. I nostri amministratori, per lasciare prova del loro passaggio ai posteri, hanno sradicato la città dalle tradizioni e l’hanno portata in una marea di Luserna e angoli (la tragedia che è diventata piazza del Cristo non la nomino neanche). Piazza Gioberti, diciamolo chiaramente, con quella fontana sembra la toilette della Duchessa. Una bellissima toilette, ma pur sempre tale. E infatti ci sono testimonianze social di come le persone lo usino per rinfrescarsi en plein air. Manca solo l’angolo per incipriarsi il naso, per quello si può andare alle ex Reggiane dove persino il Brumotti è rimasto sconvolto. E allora basta: per favore, fermatevi qui. Piazza San prospero va bene così. Niente più rendering sovrannaturali che dipingono la zona stazione con le personcine felici e in armonia. Potrete stravolgere il volto della città ancora e ancora, rifare per la 14esima volta il Parco delle Paulonie, ma perché queste riqualificazioni funzionino occorre restituire sicurezza e decoro urbano a una città che l’ha perso da tempo.