La Lega passeggia nelle zone “battute” dal maniaco sessuale. I consiglieri: “Situazione critica e preoccupante”

“Dopo l’ennesima aggressione del maniaco che sta terrorizzando la città, abbiamo deciso come consiglieri comunali di fare una passeggiata al Parco delle Caprette, nelle zone dove il maniaco ha violentato le sue vittime.
Quella di due giorni fa è la quarta aggressione in sole poche settimane, ora la situazione è diventata davvero molto critica e preoccupante.
Le donne e le ragazze della nostra città devono sentirsi libere di poter tornare a passeggiare alle Caprette al più presto, senza il timore di poter subire una violenza sessuale ad opera del maniaco.
Come gruppo Lega ci teniamo a ribadire massima fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e della polizia locale, e auspichiamo che si possa procedere al più presto alla cattura del maniaco sessuale, restituendo alla nostra città quella libertà che ora manca e quella sicurezza di poter passeggiare nei nostri parchi senza timori e paure di alcun tipo”.

Gruppo Consigliare Lega Reggio Emilia

I consiglieri Melato, Rinaldi, Varchetta e Sacchi

Rinaldi (Lega): “Il Sindaco Vecchi ama l’effetto sorpresa e preferisce non sapere il reato per il quale è indagato”

“Se un qualunque cittadino scopre di essere indagato in un procedimento penale, la prima cosa che logicamente vorrebbe conoscere è il reato sul quale la Procura sta indagando nei suoi confronti.Il nostro Sindaco è invece alquanto alternativo, ama l’effetto sorpresa e preferisce non conoscere il reato che gli viene contestato dalla Procura e sul quale vi è un indagine in corso.Una scelta incomprensibile ed assurda, che ha portato alla bocciatura della mozione lega di cui sono primo firmatario per impegnare il primo cittadino a depositare un istanza in Procura a norma dell’art. 335 c.p.p. con la quale si chiede di sapere il reato sul quale si sta indagando nei suoi confronti.Sono stato tacciato di squallido giustizialismo, quando in realtà il mio impegno chiedeva di esercitare una facoltà prevista dalle legge nei confronti dell’indagato.Un vero e proprio atto che permette il pieno esercizio delle garanzie difensive dell’indagato, ponendolo nella condizione di sviluppare meglio la propria strategia difensiva.A questo punto alcune domande sorgono spontanee :per quale motivo il Sindaco rifiuta di esercitare una sua facoltà prevista dalla legge che gli permetterebbe di conoscere il reato su cui è indagato?Ha forse paura che la cittadinanza sappia pubblicamente il reato o i reati su cui sta indagando la Procura?Domande a cui non avremo risposta, dal momento che in consiglio comunale il Sindaco ha preferito parlare di tutt’altro, evitando di rispondere alle domande che gli avevo formulato e non addentrandosi minimamente nel merito della mozione.Per quanto mi riguarda vale sempre il principio “male non fare paura non avere”, il diniego ad un impegno del genere è assolutamente inspiegabile ed incomprensibile, e dovrebbe far riflettere soprattutto in considerazione degli obblighi di trasparenza istituzionale in capo al Sindaco.I cittadini reggiani che hanno permesso allo stesso Luca Vecchi la rielezione a Maggio 2019 hanno il diritto di sapere per quale reato è indagato il primo cittadino.Rifiutarsi di compiere un atto di assoluta trasparenza istituzionale che va in primo luogo a favore dello stesso Sindaco quale indagato e che permetterebbe di conoscere il reato contestato fa certamente riflettere…

Alessandro Rinaldi, consigliere comunale Lega Reggio Emilia

Alessandro Rinaldi