Corrado Ferrari è il nuovo presidente della Pro Loco di Albinea

ALBINEA – Corrado Ferrari, 56 anni, ingegnere e appassionato di storia locale, dal 10 di aprile è il nuovo presidente della Pro Loco di Albinea. L’elezione è avvenuta al termine del consiglio direttivo dell’associazione.

Ferrari succede ad Adriano Corradini, scomparso il 14 marzo scorso all’età di 83 anni, che guidò la pro loco per 49 anni.

Pro Loco si occupa di promuovere l’attività turistica attraverso la valorizzazione delle eccellenze del territorio, naturalistiche, architettoniche, storiche e gastronomiche.

“Non sarà facile sostituire una persona come Adriano, che ha dedicato gran parte della sua vita all’associazione e al territorio – spiega Ferrari – Cercherò di proseguire la sua opera dal punto di vista storico e archivistico, con l’obiettivo di proiettarci nel futuro attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie di divulgazione, procedimento ormai indispensabile per raggiungere le nuove generazioni e allargare la base dei sostenitori”.

Corrado Ferrari

Albertini (Comitato Difendi il Centro storico): “Il misterioso restyling di Piazza S. Prospero”

Nella Reggio Emilia del partito democratico interventi urbanistici pesanti sul tessuto esistente hanno sconvolto equilibri consolidati tra il patrimonio architettonico più antico e gli edificati novecenteschi; quel piano per la Città Storica anni ‘96-’99 dell’architetto Maria Cristina Costa, confluito nel piano regolatore comunale, che aveva individuato precise aree con edifici incongrui da riqualificare è scomparso dalla bussola delle ultime Giunte, animate da una visione per la Città Storica che si stenta a definire in termini concettuali e stilistici, e per la quale l’abuso sapiente della propaganda lavora incessante a copertura del vuoto culturale e progettuale.

Basti pensare a Piazza della Vittoria, ai Chiostri di San Pietro, a Piazza Gioberti, a Piazza Roversi, già piazza del Cristo, ai progetti di ristrutturazione di Porta Castello e Viale Umberto I e di ‘restauro’ della Reggia di Rivalta e del pertinenziale Giardino Storico. Trattasi di decisioni calate dall’alto senza approfondimenti rigorosi da un punto di vista della storia, della tradizione dei materiali e dei costumi di aggregazione sociale, che paiono più determinate dal desiderio di spesa, o meglio sperpero, di risorse proprie e/o finanziamenti pubblici.

Così nel caso del Cantiere Estense, il progetto turistico culturale promosso dal Ministero per Beni e Attività Culturali e Turismo per riportare a nuovo splendore edifici e luoghi legati alla Famiglia d’Este, che con riferimento alla antica Reggia e pertinenze appare interpretato senza rigore scientifico né con riqualificazione dei servizi pubblici offerti: invece di un nuovo polo museale dedicato avremo una caffetteria e un giardino pubblico attrezzato!

La “Deputazione di storia patria per le antiche province modenesi” ha scritto una lettera durissima al Ministero competente, alla Soprintendenza e all’Istituto Centrale per il Risorgimento contro il cantiere che ha interessato l’obelisco di piazza Gioberti e, più recentemente, in ordine all’intervento sul Viale Umberto I, ove ha contestato ancora la carenza di istruttoria storica e un intervento di trasformazione con ‘mano libera ai progettisti’ esprimendo preoccupazione sul restauro degli obelischi e delle due fontane.

Altre critiche si sono levate in consonanza. Il prof. Cadoppi co-autore di una pregevole pubblicazione proprio sui documenti storici della Reggia di Rivalta e promotore di due articolate presentazioni-dibattito nel 2019 dei progetti di recupero del Giardino Storico e dell’edificio Ala sud della Reggia, ha di recente sottolineato il percorso tribolato di revisione del progetto di recupero del Giardino, che dalla prima proposta (surreale eppur vittoriosa del bando!) è addivenuto -non senza faticosi successivi rilievi esterni – a una versione più rispettosa, ma comunque non ottimale del recupero filologico previsto nelle linee guida della Carta di Firenze del 1981 o Carta dei Giardini Storici.

Nè deve trascurarsi che anche la previsione di una balaustra nel progetto di restauro (o ristrutturazione?) dell’edificio Ala sud della Reggia, laddove non è mai stata, appare una trasformazione troppo ‘libera’ di un manufatto che per quanto rimaneggiato nei secoli dovrebbe conservare un aspetto ‘antico’, e pertanto o vien consolidato così come si presenta oggi, o lo si recupera come si presentava in origine: non è data questa terza via di compromesso che appare un ‘falso storico’.

In tale scenario desta preoccupazione il riserbo sul restyling di Piazza San Prospero di cui si parla dall’estate 2017, ma di cui non si è visto progetto, che sarebbe al vaglio della Soprintendenza, dove speriamo incontri l’opposizione  e la fermezza dovute: la Piazza dei Leoni costituisce il cuore pulsante dell’esagono e un intervento di manutenzione straordinaria da 750.000,00 euro difficilmente si concreterà nel mero riordino della pavimentazione esistente.

Preliminarmente ai lavori di intervento tecnico sulle tubature in essere e al rifacimento delle pavimentazioni la Soprintendenza archeologica ha richiesto l’esito di trincee archeologiche per verificare quanto custodito dal sottosuolo in prossimità del livello romano, e qualcuno sussurra che lo scavo oggi rapidamente ricoperto di terra e asfalto nasconda il ritrovamento di un mosaico di epoca romana; poiché le archeologhe presenti sul cantiere hanno vietato documentazione fotografica dello scavo, anche a chi scrive, c’è da presumere che la notizia sia fondata. Ora, se è così, ci si chiede, i lavori in programma verranno realizzati comunque!?! Negli altri interventi sulle piazze hanno gettato 20-25 cm di calcestruzzo come fondo, arrivando -luserna compresa- a un massetto di cemento di 40 cm; come verranno garantite la documentazione, la conoscenza, la fruizione pubblica futura e la conservazione di reperti archeologici così importanti, che alcuni storici avrebbero attribuito a una antica villa romana? Siamo in tanti cittadini appassionati custodi dei tesori dell’arte, della cultura, del patrimonio storico artistico architettonico e archeologico locale: vogliamo chiarezza immediata sulle intenzioni della Giunta e su questo ritrovamento, non permetteremo anche la cementificazione di Piazza San Prospero.

Così l’avv. Isabella Albertini, vice coordinatore provinciale di Forza Italia e fondatore del comitato Difendi il Centro Storico.

Isabella Albertini

Fiere, Fiorini (Lega): “Bene Giorgetti, riaperture a inizio luglio”

ROMA – “Riaprire le Fiere a partire da inizio luglio. Soddisfazione per la linea fornita dal ministro Giorgetti oggi in audizione alla Camera. La Lega segue questo tema sin dall’inizio della pandemia anche insieme al Ministro Garavaglia. Questo settore, oltre ad essere uno dei più colpiti, è un comparto strategico per la ripresa economica di tutto il Paese. Individuati i tempi di ripartenza, ora occorre concentrarsi sulla strategia per arrivare pronti alla effettiva riapertura. Fondamentale sarà non fornire vantaggi ai nostri competitor. Bene anche per quanto riguarda la volontà espressa sul tema del “de minimis” come la Germania, che ha potuto coprire le perdite per le Fiere al 100%. Le fiere sono il principale driver del Made in Italy nel mondo. Ogni anno genera affari per 60 miliardi di euro facendo passare circa il 50% dell’export, per oltre il 75% per cento di piccole e medie imprese”. 
Lo dichiara la deputata della Lega Benedetta Fiorini, segretario della commissione Attività produttive, a margine dell’audizione del ministro Giorgetti sulle linee programmatiche del Mise.

Benedetta Fiorini

buone notizie/Agenti della Questura reggiana pagano cena e stanza in hotel a una famiglia in difficoltà

Ieri gli Agenti della Squadra Volante intervenuti a seguito alla segnalazione di una lite in atto in via A. De Gasperi, si imbattevano in un uomo e una donna pakistani che discutevano.La donna, proprietaria dell’immobile che era stato ceduto in locazione all’uomo, aveva chiesto allo stesso di essere ospitata assieme ai figli temporaneamente per essersi trovata improvvisamente in grave difficoltà.L’uomo si era rifiutato di ospitarla. Di qui la discussione.All’arrivo della pattuglia la donna spiegava le ragioni dello stato d’angoscia provato per essere rimasta priva di un’occupazione lavorativa e di alloggio e per non avere un luogo dove poter trascorrere la notte con i figli che erano digiuni da ore. Gli Agenti della squadra volante senza indugio si dirigevano così verso il “Park Hotel” e prenotavano a proprie spese una camera per la donna e i figli per trascorrere la notte.Subito dopo assicuravano loro anche un pasto caldo rinunciando ai buoni pasto forniti dall’Amministrazione per l’espletamento del turno di servizio.Dopo avere risolto la situazione contingente procuravano alla donna il recapito dei servizi assistenziali locali.

Tadolini (Centro Studi Italia): “Un pensiero forte: EUROPA Superpotenza”


In Europa si ragiona di un progetto, un piano, più che un sogno o una visione. Si evita di dire un’idea. Si tratta nientemeno che di guadagnare lo status di superpotenza.
Se ne discute ai vertici dell’Unione Europea, mai utilizzando il termine esplicito di superpotenza. Quelli che, a ragione o a torto, sono stati bollati come euroburocrati mimetizzano l’operazione dietro alcune formule, di cui una, in particolare, è divenuta globalmente nota, Autonomia Strategica. Tant’è che nei giorni scorsi il Presidente della superpotenza cinese ha esplicitamente invitato la Cancelliera tedesca Merkel a realizzare compiutamente questa fase di autonomia europea.
In questi anni il piano di superpotenza europea ha avuto i suoi campioni nei franco-tedeschi, come il Presidente francese Macron che ha dettato una sua dottrina riguardo il futuro dell’Europa, divenendo famoso per aver dichiarato la morte cerebrale della NATO.
E qui si arriva al punto scottante del ragionamento su Europa superpotenza, cioè il rapporto transatlantico. Una superpotenza per essere tale non può essere subalterna ad un’altra superpotenza. L’Unione Europea non può essere subalterna agli USA, di cui è formalmente alleata attraverso la NATO, alleanza dove gli USA sono indiscutibilmente egemoni.
L’Unione Europea, tuttavia, è un gigante di 460 milioni di abitanti, con una ampiezza territoriale continentale, una formidabile potenza economica e tecnologica; infine con una capacità militare molto più forte di quanto si voglia far credere.
Se Europa Superpotenza ancora non viene presentata come un’idea politica può essere un ragionamento dettato dalla contingenza globale.
Il mondo dei nostri giorni è un mondo multilaterale di grandi superpotenze continentali: Stati Uniti, la Cina, la Russia e l’India. È un dato di fatto incontestabile.
Oggi possiamo avere una rapida prospettiva del percorso che ci ha condotto a questa situazione. La prima metà del secolo scorso vede sparire gli imperi che avevano governato l’umanità nei secoli precedenti. Dalla Seconda Guerra mondiale emergono le due sole superpotenze vincitrici Usa e Urss, che impongono il bipolarismo della Guerra Fredda. Caduto il Muro di Berlino, gli Stati Uniti si pongono al comando di un unilaterale Nuovo Ordine Mondiale. Negli anni Novanta la rinascita russa sotto la guida del Presidente Putin mette in discussione l’egemonia statunitense. Con il nuovo millennio, anche la Cina consolida lo status di superpotenza, seguita dall’India. Il primo ventennio del Duemila si chiude con la certificazione della Cina come contraltare degli USA, determinando, insieme alle altre superpotenze, una condizione globale di multilateralità.
In questa scacchiera l’Unione Europea non può giocare senza guadagnare lo status di superpotenza.
Un freddo ragionamento di vertice senz’anima?
È molto difficile trovare nella politica europea un pronunciamento a diventare una superpotenza. In questi decenni abbiamo visto continuamente statunitensi, russi, indiani e cinesi coltivare la coscienza collettiva di rappresentare una superpotenza.
In Europa spesso la politica si divide per la simpatia, se non sudditanza, verso l’una o l’altra superpotenza, ma mai per una Europa superpotenza.
Nel 1964 un geopolitico belga Jean Thiriart pubblicò un libro dal titolo «Un empire de quatre cents millions d’hommes, l’Europe». Era la Guerra Fredda, il seme non attecchì.
Abbiamo continuato a vivere come se la nostra Europa fosse impermeabile alle vicende del mondo. Come se crisi, guerre e malattie appartenessero solo al passato o ad altri luoghi. Facciamo politica con la prospettiva del nostro cortile e facendoci belli di idee che tanto sappiamo non saremo chiamati dar prova. Sempre pronti a schernire ed insultare la nostra Patria. Guardiamo e lodiamo gli altri popoli diventare potenti, ma non li emuliamo.
Europa superpotenza è l’unico pensiero forte che si presenta ai popoli europei dei nostri giorni. L’Europa ha un’importanza strategica che non lascia scampo al diventare terreno di confronto fra le altre superpotenze. Per difendere l’Europa dobbiamo essere una superpotenza.


Luca Tadolini, Centro Studi Italia

Barcaiuolo (FdI): “I protocolli per la ripartenza scolastica non siano un incentivo per la DAD”

Michele Barcaiuolo

Con l’approvazione del Decreto-legge n. 44 del 1 aprile 2021 è stata disposta la riapertura delle scuole a partire dal 7 aprile 2021, con alcune differenze tra zona rossa e zona arancione.

La Regione Emilia-Romagna, alla luce delle indicazioni ministeriali e della non obbligatorierà di effettuare screening diagnostici nelle classi, ha varato delle specifiche indicazioni operative per la riapertura dei servizi scolastici che, come sottolineato dal Consigliere regionale Michele Barcaiuolo, appaiono un incentivo al ritorno alla disastrosa didattica a distanza.

“Le misure adottate dalla Regione Emilia-Romagna non sembrano offrire un reale tracciamento della positività al virus ma un ritorno alla cosiddetta didattica a distnza che, come riportato dal 54/mo rapporto Censis, risulta un fallimento in ambito didattico e sociale – commenta Barcaiuolo – La quarantena preventiva per l’intero gruppo classe, inoltre, risulta un serio problema per i genitori che non hanno la possibilità di utilizzare il lavoro agile a domicilio o di richiedere permessi lavorativi. È, inoltre, molto complicato reperire un servizio di baby-sitter in tempi celeri, così come le tempistiche di accesso al bonus baby-sitter costringono le famiglie ad un esborso economico preventivo in attesa di ricevere il suddetto sussidio”.
Nel caso un alunno risulti positivo, infatti, l’intera classe verrà sottoposta al regime di quarantena senza aver effettuato tamponi di screening che saranno effettuati soltanto dopo 14 giorni per determinare la riammissione in presenza.
“Si apprende dalla cronaca locale che, dopo appena una settimana dal rientro in classe, sono già state intraprese misure di isolamento per alcune classi ed è per questo motivo che ho depositato un atto ispettivo per sapere se la Regione intenda modificare le indicazioni operative per la riapertura dei servizi scolastici al fine di garantire un reale tracciamento dei contagi e per non vessare ulteriormente le famiglie e gli studenti” chiosa Barcaiuolo.

Michele Barcaiuolo, Consigliere e Coordinatore Regionale Fdi

Flash NEWS: Nanetti esce dalla Lega e passa a FDI

A Roma per #ioApro, madri e padri di famiglia disperati e, disarmati, chiedevano solo di lavorare. E il governo li ha fatti manganellare.Ha respinto emendamenti FdI, come quello per la devoluzione delle risorse Cashback (la guerra al contante) in aiuto dei lavoratori in miseria. E la Lega si è astenuta. Per di più, lunedì hanno impedito di manifestare, demonizzando e bloccando l’arrivo di decine di pullman. Come nei regimi. Questa repressione ricorda quella del governo comunista del 1953 nella DDR, la Repubblica democratica tedesca. Di democratico c’era solo il nome, come ora in Italia.Ho partecipato alle manifestazioni #ioApro in Emilia, che la Lega appoggiava, a parole. Ma ora, nel governo repressivo, per 4 poltrone minoritarie, c’è pure Salvini. Questa non è più la “mia” Lega.Nel 2018 aderii ad un partito sovranista, “elezioni subito” “Mai con il PD”. L’abbiamo dimenticato? Io no.Al teatrino Lega, che governa con le finte sinistre e, contemporaneamente le critica, non ci casco.Sono stato a fianco dell’ex “capitano” molte volte, scortandolo in Emilia.Per cui ho rischiato, come nel luglio 2019 a Modena, quando ho subito un agguato (in 7 contro me), ne è in corso il processo (prossima udienza 1 giugno). Poi scritte minatorie sui muri e pure le note minacce di morte per posta.Tuttavia per ciò in cui credo, sono disposto a rischiare. Ma per i complici dell’oppressione ai più deboli: no.Oggi con l’alibi dell’emergenza nazionale, Salvini (ma si legge Giorgetti) governa con quel PD, rimasto fedele alla politica liberista non libertaria.Io con un partito così, non centro niente. E ho buttato la tessera.Conseguentemente, incontrerò Alberto Bizzocchi coordinatore provinciale Fratelli d’Italia, perché l’unica forza parlamentare che s’oppone, la sola rimasta coerente, è FdI.Invece questa nuova Lega europeista, sembra una variante mutata del PD.

Andrea Nanetti

Già consigliere comunale a Correggio.

Vittima di abusi dal compagno, i servizi sociali mandano i figli a vivere da lui: donna coraggio denuncia 9 assistenti sociali bolognesi

Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa.

BOLOGNA – Si fa un gran parlare di aiutare le donne vittime di violenza, spronandole a denunciare i compagni violenti. Ma quante di loro sono effettivamente incentivate a farlo se, come nel caso di una donna di Bologna, incappano in simili assistenti sociali?

Oltre ad averla convinta inizialmente a ritirare la denuncia contro il compagno convivente, per anni la abbandonano a se stessa e addirittura, arbitrariamente e senza un provvedimento del tribunale, le tolgono i figli e li mandano a vivere nientemeno che dal padre violento. Dopo 12 anni da incubo vissuti in famiglia, ne ha trascorsi quasi 10 a combattere contro il sistema. I figli le sono stati tolti, pur avendo lei la potestà genitoriale: il maggiore non la vuole più vedere, la minore ha ripreso i contatti con lei ma vive una situazione drammatica e pericolosa, fra uso di sostanze stupefacenti, aggressività, cattive frequentazioni.

“Se i servizi sociali avessero ascoltato le ripetute richieste avanzate da questa madre tutto questo non sarebbe accaduto”, precisa l’avvocato Miraglia, al quale la donna si è rivolta.

La donna ha vissuto una convivenza da incubo, picchiata, violentata, umiliata, minacciata di essere sfregiata con l’acido dal marito che le ripeteva come avrebbe “scannato” i loro figli se solo lo avesse lasciato o denunciato. Quando finalmente trova il coraggio di denunciarlo, passa da un incubo all’altro: le assistenti sociali che si susseguono negli anni tutto fanno tranne che fornirle aiuto e supporto.

Gli assistenti sociali referenti del caso del Comune di Bologna le fanno inizialmente ritirare la denuncia, la mandano in case famiglia fatiscenti e sporche, dove giravano liberamente i topi e viene servito cibo scaduto, trattandola come “ostile” ogniqualvolta palesa le sue difficoltà. Nonostante l’ex marito sia stato arrestato e condannato per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia, senza un provvedimento del tribunale a un certo punto hanno collocato i due ragazzi a casa sua, togliendoli alla madre.

Mai un progetto di sostegno, né un aiuto psicologico specialmente ai figli, che lanciavano chiari segnali di problematicità: rimasti inascoltati la madre, il tribunale, gli insegnanti, gli psicologi, che richiedevano progetti di sostegno concreto. Gli assistenti sociali non si sono presi cura minimamente di questa madre, e soprattutto dei suoi figli. Ormai stremata, la donna ha deciso di denunciare nove assistenti sociali per falsità ideologica, riservandosi di costituirsi parte civile per il risarcimento dei danni materiali e morali subiti.

“Chi pagherà per tutto questo? – prosegue l’avvocato Miraglia – Chi risarcirà questa donna e sua figlia per anni di incuria, ingiustizia e abbandono, e per gli effetti che questi hanno causato? Pare purtroppo un déjà-vu: quante volte ci siamo trovati di fronte a situazioni analoghe, a strutture fatiscenti, a genitori abbandonati dalle istituzioni. A farne le spese sono principalmente i minori. I Comuni dell’Emilia – Romagna decantano l’attenzione al welfare, al benessere delle persone e delle famiglie, ma nel concreto mancano di fatto i controlli su strutture e provvedimenti, e continuiamo a trovarci di fronte a comunità fatiscenti, nonostante i Comuni paghino abbondantemente le comunità che debbano accogliere le madri e i minori”.

“Assistenti sociali che fanno il bello e il cattivo tempo, senza preoccuparsi del benessere delle persone in difficoltà, che invece sono chiamati ad aiutare e a sostenere”, chiude Miraglia. In questi giorni è stata depositata una querela denuncia nei confronti degli assistenti sociali di Bologna che negli anni si sono succeduti nella vicenda.

Studio Legale Miraglia

Un segretario generale per due (comuni)

Rubertelli: “I comuni di Reggio e Correggio decidono di dividersi una figura strategica della macchina comunale. Scelta azzardata.”

Il Comune di Reggio Emilia a breve “dividerà” il proprio segretario generale col Comune di Correggio. La novità è contenuta nella convenzione che approderà lunedì in Consiglio comunale. Il dottor Stefano Gandellini, arrivato in Municipio nel 2020, si dividerà tra Reggio Emilia (per l’80 per cento della prestazione lavorativa) e (20% ) Correggio.

Cinzia Rubertelli (Alleanza Civica)

Una scelta a nostro modo di vedere incomprensibile, se non irresponsabile. Basti pensare al ruolo del segretario comunale in materia di predisposizione di atti, assistenza e consulenza giuridica e contrattuale, trasparenza e anticorruzione. Ruolo che dovrà essere svolto contemporaneamente per un comune capoluogo di Provincia e un comune capodistretto. C’è di più. L’Amministrazione comunale di Reggio ha annunciato la partenza di un piano d’investimenti senza precedenti che comporterà ulteriori 40 milioni di nuovo debito per i reggiani. Parliamo di nuovi cantieri, di corposi investimenti su cui si dovrà vigilare bene per evitare fenomeni corruttivi. La domanda è una: è il caso di “ridimensionare” proprio ora la presenza del segretario generale, figura strategica nella macchina comunale in ottica di controllo e garanzia?

In occasione della discussione sul Bilancio (bocciato da un sindaco revisore per mancata trasparenza sui fondi rischi potenziali), come Alleanza civica abbiamo, ancora una volta, denunciato la mancata chiarezza su Stu Reggiane e su tantissimi altri atti su cui la giunta non risponde. La figura del segretario generale va semmai potenziata, non ridotta.

Vale la pena ricordare che, in sette anni di mandato, il sindaco Luca Vecchi si è avvalso di tre segretari generali e quasi un anno di posto vacante. Andrea Orlando è stato segretario generale dal giugno 2013 al dicembre 2014, sono seguiti 4 mesi di posto vacante. E’ stata poi la volta di Rosa Iovinella da maggio 2015 ad agosto 2016 con i successivi 4 mesi di posto vacante e, dopo di lei, di Roberto Carbonara da gennaio 2017 a novembre 2019. Nel gennaio 2020 l’arrivo di Stefano Gandellini. Un turn over preoccupante.

Se l’obiettivo è spingere ancora più alla deriva una macchina comunale lasciata allo sbando e nelle mani di pochi oligarchi, questa sembra politicamente la strada giusta, così come se si intende invece depotenziare una figura tecnica di garanzia proprio nel momento in cui l’Amministrazione è nel pieno vortice di una preoccupante inchiesta giudiziaria.

Se invece l’obiettivo politico del Sindaco è un taglio di spesa (?!) allora farebbe meglio a dimezzare la Giunta dei cui componenti si fatica spesso a ricordare anche solo il nome non solo l’operato.

Cinzia Rubertelli, Capogruppo Consigliare Alleanza Civica