Magati, sale operatorie chiuse per 3 settimane in agosto. Diacci (FDI): “scelta folle”

Elena Diacci

La nostra battaglia a favore della sanità scandianese  non verrà di certo meno in questo momento. Abbiamo appreso l’incredibile scelta del ausl reggiana ; le prime tre settimane di agosto verrano chiuse le sale operatorie e l’innumerevole quantità di interventi rimasti in attesa a causa emergenza pandemia covid-19 dovranno nuovamente attendere!Per noi questo presidio ospedaliero è da difendere con ogni forza , oltre al giusto intervento di ristrutturazione del pronto soccorso. Riteniamo così come anticipato dal Presidente Bonaccini che venga ripristinato entro l’autunno anche il punto nascite che molti elogi ha raccolto negli anni scorsi. Ci auguriamo che la decisione di chiudere il comparto chirurgico venga modificata così come riteniamo che la sanità provinciale debba promuovere gli ospedali della periferia rivelandosi utili in questo anno e mezzo di pandemia. 
Elena Diacci, FDI Scandiano (Presidente circolo Don Carlo Terenziani ) 

Comunali Roma, Schiuma (FDI): “Michetti-Matone scelta vincente per capacità amministrativa”

ROMA – “Enrico Michetti e Simonetta Matone sono la migliore scelta di un centrodestra unito e vincente: la loro preparazione e la capacità amministrativa sono garanzia per liberare Roma dalla cialtronaggine pentastellata. Sono due personalità di alto profilo che certificano la voglia di vincere che abbiamo. Roma è una macchina amministrativa complessa e loro saranno la guida più idonea”.
Lo dichiarano in una nota i dirigenti nazionali di Fratelli d’Italia Fabio Sabbatani Schiuma, quattro mandati da consigliere comunale di Roma, e Lorenzo Loiacono, insieme a Enrico Kauffmann, coordinatore regionale di FdI dei ‘Rapporti con le Forze dell’Ordine’.

“A Saman”: lettera di Roberta Rigon (FDI)

Roberta Rigon

“Cara Saman,

sono giorni che penso e ripenso a te, alla tua vita, alla tua famiglia, al travaglio che ha attraversato la tua giovane vita. Alla sofferenza che le scelte dei tuoi genitori hanno inferto alla tua giovane vita.

L’adolescenza è costellata spesso da scelte dei genitori che i figli non comprendono, ma non fino a questo punto, non fino alla rinuncia di vederti felice seguendo la tua strada anziché quella pensata da loro.

Siamo talmente scandalizzati da quello che sentiamo che a stento riusciamo ad esprimere un giudizio, non ne siamo più capaci! Ci sembra impossibile e, forse, in fondo, ci tratteniamo nella speranza di ritrovarti viva.

La cosa che più mi sconvolge è che tu hai frequentato le scuole con i nostri figli, hai scherzato con loro, hai condiviso probabilmente sogni e progetti…ma a casa tua non era così, non potevi esprimerti liberamente.

A casa, in famiglia, il luogo nel quale dovremmo sentirci più liberi di essere noi stessi! Ci sembra impossibile! Si, a noi sembra impossibile. A noi! 

Che sofferenza per arrivare fino a denunciare i tuoi genitori!!! Dicono bene i cantastorie: è stato possibile perché tu vivevi a Novellara. È stato possibile, ma non sufficiente! 

Anche i tuoi genitori e i tuoi zii vivevano a Novellara, eppure, hanno continuato a vivere nel loro micromondo, parallelo, pensando di poter continuare a vivere al di fuori della legge italiana…e noi che pensiamo di essere aperti e accoglienti perché se dal Pakistan arriva una famiglia e trova lavoro e manda i figli nelle nostre scuole allora l’integrazione è già bella e completata!!! Come siamo stolti! Come siamo bravi a far finta di non vedere, non sentire…perché guai ad esprimere un giudizio…sei un razzista se lo fai! Guai ad andare orgogliosi della nostra identità, della nostra storia, della nostra cultura; guai a proporla a chi non la conosce…sia mai che si offenda! Magari li avessimo offesi i tuoi genitori! 

Magari avessimo avuto il coraggio di andare incontro ad una cultura differente talmente sicuri della nostra identità da poterci confrontare e anche scontrare, se necessario!!! Invece no, la pace regna sovrana…i progetti di integrazione si duplicano e assorbono risorse pubbliche…le feste interculturali ci permettono di fare i tatuaggi all’Henné e imparare a fare il cuscus come Dio comanda. E poi? E poi niente…è bello imparare cose nuove ma non è integrazione! Non è integrazione scambiarsi ricette tradizionali, non serve a inserire nella nostra comunità, nella nostra cultura, nel nostro stato di diritto, quelli che si rifanno ad un’altra legge, ad un’altra giustizia! Sembra che ci vogliano accontentare…ti insegno a fare il cuscus come Dio comanda così poi tu mi lasci in pace, nel mio mondo parallelo, e non mi dici che legge applicare dentro a casa mia.

Crea imbarazzo la tua scomparsa, la tua probabile morte per mano di famigliari. Crea imbarazzo perché dall’alto del nostro “sapere cosa vi serve” oggi dovremmo ammettere di aver fallito e sei tu che ce lo sbatti in faccia!

Cara Saman, qui ci facciamo grandi per i progetti di integrazione, per la società multiculturale…perché è così bello pensare di essere talmente superiori a voi da poter affermare con sicurezza che stiamo facendo la cosa giusta, è così bello crogiolarsi nell’idea che “noi sappiamo come si fa”! E invece, no, non ci abbiamo ancora capito niente, le istituzioni non ci hanno ancora capito niente, le associazioni non ci hanno ancora capito niente. Non sono stupidi, sai, sono solo superficiali e hanno paura, una grandissima paura di offenderti se dicono che l’Islam ha tanti lati oscuri. Avresti dovuto spiegarglieli tu quei lati oscuri, forse adesso i media non starebbero parlando di te.

Quando hai denunciato, si, tu dovevi essere messa al sicuro e subito anche, ma un minuto dopo si doveva intervenire nella tua famiglia, con i tuoi genitori. Non si doveva dare loro il tempo di ingannarti, si doveva insegnare loro che in Italia non vige la Sharia…che poi, diciamocelo, lo sanno anche i tuoi genitori altrimenti non sarebbero scappati e non si sarebbero inventati le balle che stiamo sentendo!

Alla faccia dell’autodeterminazione di cui tutti si riempiono la bocca in queste settimane!!!

Non si può morire così! Non in una terra che si crede maestra di integrazione e progresso!”

Roberta Rigon, Responsabile Dip. Pari opportunità e famiglia Emilia Romagna Fratelli d’italia

Sabato la commemorazione delle Croci di Montepiano e Volpara

PER NON DIMENTICARE TUTTI I CADUTI RSI E I MARTIRI DEL CONFINE ORIENTALE

Sabato 12 giugno, alle ore 11, a Volpara e a Montepiano di Vetto si terranno le benedizioni alle Croci erette in memoria di Pietro Azzolini e Ostilio Ferrari. Il dottor Pietro Azzolini ( 36 anni), Medico della G. N. R, uomo legatissimo al territorio montano reggiano, tanto si prodigo’ per la sua gente, portando medicinali e viveri a quelle popolazioni che rimasero isolate e falcidiate dai rastrellamenti del marzo 1944. La vigilia di San Giovanni 1944, un gruppo di partigiani si reco’ presso la sua abitazione, in Vetto, con la scusa di feriti da curare, si fecero seguire dal medico che, ligio al giuramento di Ippocrate, sempre aveva curato tutti, senza distinzione di casacca. Povero Pietro, a pochi chilometri da casa, tra gente che aveva amato e curato, venne trucidato, spogliato dei soldi, orologio d’oro, dono della mamma per la laurea, penna stilografica, catenina con immagine della Madonna e su consiglio degli ‘eroi’ aveva indossato scarponi pesanti e giaccone di pelle anche questi tolti dai ‘predatori’. A poche centinaia di metri, in quella notte di inizio estate, venne trucidato il maresciallo Ostilio Ferrari, prelevato da casa quella sera stessa. I corpi sepolti sotto una spanna di terra, spanna fatta scavare da loro stessi, vennero ritrovati, grazie a Pasquale Marconi, in settembre e ottobre. Dal 2013, con l’associazione culturale Pietro e Marianna Azzolini e il Centro studi Italia, abbiamo deciso di onorare il ricordo di altri vettesi, finiti innocenti, in quella bufera fratricida. Luigi Azzolini, padre di 5 figli, mai avvicinato alla politica, ebbe un unico “torto”, quello di aver lavorato, come operaio, con i 2 figli piu’ grandi Illo, 15 anni e Didimo, 13 anni al progetto TOD. Tornato a casa dall’ultimo lavoro, vicino a Firenze, fu prelevato, da alcuni partigiani, minacciato con “e poi faremo i conti”, non torno’ più, i suoi resti vennero riportati al cimitero di Cola, dopo che i figli ricevettero una “spiata”. Una preghiera per Didimo che tanto ci ha aiutati. Roberto Rinaldi, papa’ di Nice, la nostra amica che ci ha raccontato con dovizia di particolari, questa triste vicenda e quella del fratello Franco. Roberto faceva il cantoniere e abitava al mulino di Buvolo, aveva moglie e 4 figli. La guerra era finita, ma non gli odi, Roberto venne chiamato in comune a dare informazioni, ma quali informazioni poteva dare un cantoniere? Non torno’ piu’ ne’ si seppe mai dove riposano le sue spoglie mortali. Franco, figlio di Roberto, aveva 20 anni, era stato lontano da casa per 3 anni, in Germania, nulla sapeva del clima di odio e del papa’. Venne fermato a Ciano dai partigiani, portato al carcere partigiano di Vedriano e di la’ in un bosco di Trinita’, dove venne trucidato. Qualcuno vide e informo’ le figlie che portarono i poveri resti di Franco nel cimitero di Cola. Bernardo Genitoni, papa’ di Romano e Renata, milite della G. N. R, fu fatto prigioniero il 23 aprile 1945 a Castelnovo Sotto, in seguito alla resa del presidio della G. N. R. Fu portato al Ponte Nuovo Crostolo e legato con il filo di ferro ai commilitoni, soppresso senza pietà. Quest’anno, la commemorazione rappresenta un altro piccolo passo nella Memoria. Abbiamo aggiunto una targa, ideata da Isabella, con un Angelo benedicente, dedicandola a tutti loro e ad altri montanari, finiti incolpevoli in quel mostruoso, infernale ingranaggio. Il geometra Alfonso Dazzi, zio della nostra amica e socia Liliana, uno dei coraggiosi ragazzi del ’99”, di Cereggio, persona influente che si prodigo’ sempre con tanto amore per i suoi concittadini venne prelevato il 29 giugno 1944, torturato barbaramente, legato con filo di ferro, come videro e testimoniarono le persone del posto, al termine del suo Calvario, trucidato. I suoi resti mortali, restituiti alla famiglia, nel settembre 44. Se dovessimo scegliere una immagine per rappresentare la tempesta di questa satanica guerra fratricida, sceglieremmo la famiglia Filippi del Borcale di Ramiseto. Una famiglia di umilissimi contadini che viveva di quel minuscolo podere e di quelle poche vacche, spazzata via senza alcuna colpa. Maria Costi, la mamma, LodovicoFilippi, il papa’, Pierino e Marino, i figli. Su quella terra dove hanno vissuto una breve vita, si e’ compiuto il dramma. Maria e Lodovico vennero uccisi nei campi dove stavano lavorando, Pierino che, per aiutare la famiglia a mantenere Marino in un istituto, aveva scelto di entrare nella milizia, tornato a casa per trovare i genitori, venne prelevato e ucciso in un bosco a Cereggio. Di Marino si persero le tracce, come se non fosse mai vissuto… Cosi’ come della poverissima casa, non rimase neanche una pietra, solo sterpaglie. Dimenticati per quasi 70 anni, solo nei ricordi di lontani cugini, uno di loro, un giornalista di Milano, Fabio Abati, ha scritto un bel libro” Il sentiero del traditore, viaggio in Appennino al tempo dei partigiani”. Noi non dimenticheremo Maria, Lodovico, Pierino, Marino come non dimenticheremo i nostri fratelli del confine orientale, uniti, oltre che dal sangue versato, dal tricolore che sventolera’ sempre sopra Volpara. Conosciamo e amiamo come una sorella, Norma Cossetto, Istriana di santa Domenica di Visinada, ameremo allo stesso modo Manfredi Zmarich, Istriano di Laurana, venne prelevato da casa, a fine guerra, non torno’ piu’. La sua morte fu quella di altre miliaia di Italiani, Giuliani, Fiumani, Dalmati, Istriani, torturati ed infoibati vivi dai partigiani titini, aiutati da quelli italiani. Sara’ con noi x parlarci di Manfredi, il nipote Mauro, amico e membro del Comitato Familiari vittime Giuliane, Istriane, Dalmate, Fiumane. Affinche’ nulla di tutta questa tragedia, possa piu’ accadere.
Laurentia Azzolini, associazione Pietro e Marianna Azzolini

Caso Saman scomparsa, il Pd di Novellara condanna i matrimoni forzati

Il Circolo PD di Novellara in merito alla vicenda della giovane Saman, condanna fermamente la pratica dei matrimoni forzati frutto di una concezione dell’individuo e della donna in particolare, del tutto disumana, e condanna ogni atto di violenza sulle donne o tentativo di limitarne il diritto all’autodeterminazione.
Ricordiamo che in Italia queste pratiche che violano le libertà stesse dell’individuo o quella più tristemente nota delle mutilazioni genitali sono espressamente vietate.
Quanto accaduto, se confermato dalle indagini in corso, non può cancellare il cammino anche sfidante e faticoso, di tanti “nuovi” cittadini che nella nostra realtà hanno trovato una perfetta integrazione sociale, culturale ed economica.
Fin dall’inizio del fenomeno migratorio la nostra Comunità novellarese si è contraddistinta per le sue politiche sociali inclusive e di dialogo, e l’Amministrazione stessa nelle diverse legislature ha adottato numerose iniziative finalizzate all’integrazione ed alla conoscenza reciproca. Questo atteggiamento ha da sempre caratterizzato il nostro Paese, tanto da farlo divenire Città esempio di integrazione e convivenza.
Riteniamo che anche davanti a questo evento deprecabile, debba prevalere l’atteggiamento di civiltà e rispetto che l’Amministrazione stessa sta mantenendo attraverso l’impegno diretto del suo Sindaco e che debba essere respinto con decisione ogni tentativo di strumentalizzazione politica, che in questa circostanza sarebbe non solo ingiusto, ma anche moralmente deprecabile e disgustoso.
Esprimiamo infine sostegno e ringraziamento per il lavoro svolto in questi mesi alle forze dell’ordine in concerto coi servizi sociali, e vogliamo ribadire che saremo sempre al fianco dell’Amministrazione, per supportarla in azioni e progetti volti a sostenere le donne contro ogni forma di discrminazione, violenza e sopruso.


Segreteria Circolo PD Novellara

Nasce il circolo FDI di Correggio, Nanetti è il presidente

Si è costituito il circolo territoriale FdI di Correggio, nella riunione costitutiva insieme ai neo iscritti, erano partecipi il vice coordinatore regionale Alberto Bizzocchi, l’onorevole Gianluca Vinci e il nuovo coordinatore provinciale, nominato da Giorgia Meloni: Alessandro Aragona. Lì ringrazio per il sostegno. 
Il periodo storico è assolutamente delicato a causa della pandemia, da alcuni incessantemente strumentalizzata, la politica è sempre più lontana dalle esigenze reali di cittadini e imprese italiane.FdI è ogni giorno di più, l’unico partito che si distingue per coerenza con proposte concrete, puntualmente respinte dal “governone” e spesso oscurate dai media, per citare solo 2 esempi: le mozioni parlamentari per abolire subito il coprifuoco e l’opposizione all’altrettanto incostituzionale lasciapassare, detto “green pass”. 
Un circolo FdI nel bel mezzo dell’Emilia Rossa, dominata da 76 anni di presunta Sinistra, sancisce un passo audace per coordinare l’attivismo politico opposto al pensiero unico.Potrà iscriversi ogni cittadino dotato di buona volontà che condivide i nostri valori a difesa della patria e della libertà. 
Ho attraversato l’esperienza amministrativa da consigliere comunale e varie stagioni politiche sempre dalla stessa parte, quella dei cittadini contrari al PD e mai, come ora, in questa crisi economica e sociale, sento doveroso dare risposte a persone e attività. 
Così Andrea Nanetti, neo Presidente Circolo FdI Correggio.

andrea Nanetti

“Con la costituzione del circolo di Correggio, di cui Andrea Nanetti è Presidente, continua il radicamento sul territorio di Fratelli D’Italia, a testimonianza del crescente entusiasmo e dell’apprezzamento che la linea politica di Giorgia Meloni, libera, coraggiosa e responsabile, hanno sulla cittadinanza desiderosa di cambiamento e linee programmatiche serie.
Continueremo a incontrare cittadini che intendono partecipare attivamente alla vita del movimento, con l’obiettivo di essere in ogni Comune della provincia, dove sono già programmate aperture di altri circoli”. Così Alessandro Aragona Coordinatore provinciale.

Alessandro Aragona

Una bella squadra che ogni giorno aumenta per numero e qualità, F.lli d’Italia oggi rappresenta anche nella nostra provincia, l’unica alternativa alla Sinistra, senza nessuno sconto”.
Così l’Onorevole Gianluca Vinci.

Caso Saman, la Lega non molla: interrogazione delle consigliere ad Asbr/Unione Bassa Reggiana

Cristina Fantinati


Già il 22 gennaio 2021, dopo aver appreso dalla stampa della presa in carico dei servizi sociali di Novellara e dell’Unione Bassa Reggiana di una ragazza minorenne vittima di costrizione e induzione al matrimonio, il Gruppo Consiliare Centrodestra di Novellara si è attivato immediatamente presentando una mozione in Consiglio Comunale per impegnare il Sindaco a mettere in atto azioni di sensibilizzazione e di contrasto alla pratica dei matrimoni combinati.
Dopo aver appreso dalla stampa del tragico epilogo della vicenda di Saman Abbas, Cristina Fantinati, Nadia Lanfredi e Carmen De Vito, Consiglieri “Lega” dell’Unione Bassa Reggiana, hanno depositato un’interrogazione per verificare la corretta gestione da parte dei servizi sociali e per richiedere il fascicolo completo di Saman.
I servizi sociali hanno predisposto un progetto personalizzato per Saman in accordo con il servizio minori gestito da ASBR-Unione Bassa Reggiana?
Corrisponde al vero che Saman sia stata messa in protezione presso una casa-famiglia e successivamente presso una comunità della provincia di Bologna? La comunità risulta essere nell’elenco dei centri per minori convenzionate con Unione Bassa Reggiana/ASBR?
Come mai soltanto pochi giorni fa è uscita la notizia della scomparsa di Saman insieme alla pubblicazione della foto della ragazza, quando si apprende che i Carabinieri ne avevano constatato la scomparsa già dal 5 Maggio? Non sarebbe stato utile diffondere la notizia e la fotografia già da subito, nel caso qualcuno l’avesse vista o avesse avuto informazioni utili al suo ritrovamento? Chi ha deciso di tenere segrete tali notizie e perchè?
Corrisponde al vero che l’11 Aprile 2021 Saman lasciava la comunità di accoglienza? I servizi sociali comunali e i servizi ai minori di ASBR/Unione Bassa Reggiana hanno adeguatamente informato la ragazza dei rischi che poteva correre rientrando in famiglia?
Quale tipo di percorso è stato predisposto e ha seguito questa ragazza? Era in grado di comprendere rischi che correva tornando a casa? Come mai le è stato permesso di tenere un cellulare correndo il rischio di tenere contatti e quindi di essere localizzata e non adeguatamente protetta? Come l’hanno protetta, tutelata, aiutata e difesa da tutti questi rischi?
Quale progetto era stato previsto per Saman una volta uscita dalla Comunità? I servizi sociali e i servizi ai minori hanno tenuto con lei contatti quotidiani per verificare se il ritorno in famiglia fosse stato problematico? Sono state effettuate le verifiche di persona presso la sua abitazione in Novellara, per capire se la situazione si fosse normalizzata oppure fino al momento dell’arrivo dei Carabinieri, ben 25 giorni dopo, nessuno aveva avuto contatti con lei?
Come mai i Carabinieri il 5 Maggio 2021, previo concerto con i servizi sociali, si sono recati presso l’abitazione di Saman per collocarla presso un’altra comunità di accoglienza? Come mai Saman era tornata a casa per poi tornare in un’altra comunità 25 giorni dopo? In che data e a chi la comunità che ospitava Saman ha segnalato la partenza di Saman per rientrare a casa? In che data sono stati avvisati Sindaco, servizi sociali e Carabinieri?
In riferimento al divieto del padre di frequentare le scuole superiori, i cui primi anni sono diventati obbligatori, c’è stata la segnalazione ai servizi sociali? Ci sono state altre segnalazioni da privati, scuola, forze dell’ordine, servizi sociali, ecc, riguardanti questa ragazza in data antecedente questa vicenda?
In riferimento al fenomeno di costrizione e induzione al matrimonio, si ritiene sia diffuso nella Bassa Reggiana? Quanti casi si sono verificati negli ultimi 10 anni?
Nei Comuni dell’Unione Bassa Reggiana sono presenti tante comunità di diverse provenienze e nazionalità: in riferimento ai progetti di integrazione messi in essere finora, quale efficacia si pensa possano aver avuto? Hanno concretamente contribuito al miglioramento dell’integrazione delle comunità presenti nella nostra Unione? Si è verificato se vengono rispettati i diritti fondamentali delle persone così come prevede la normativa italiana?
Si chiede al Presidente dell’Unione Bassa Reggiana e al Presidente della ASBR, l’azienda a cui gli 8 comuni hanno affidato la gestione dei servizi sociali ai minori, di rispondere a queste domande. Non appena avremo tutte queste risposte e notizie da chi aveva la responsabilità di tutelare Saman ne daremo informazione. Ci preme verificare se sia stato fatto tutto il possibile, perché si doveva tutelare Saman, metterla adeguatamente in guardia dai rischi che correva, suonare il campanello di casa sua tutti i giorni per verificare che il rientro in famiglia non fosse pericoloso per lei.
I servizi sociali, quelli dell’Unione Bassa Reggiana e della ASBR hanno dei protocolli da seguire, ma possono predisporre progetti personalizzati per prendere in carico e tutelare le vittime di violenza, persone fragili, giovani, ingenue, facilmente ingannabili: l’hanno fatto? Sono intervenuti dopo l’abbandono scolastico di Saman imposto dal padre? Hanno fatto tutto il possibile per Saman?


I Consiglieri dell’Unione Bassa Reggiana “LEGA”

Cristina Fantinati

Nadia Lanfredi

Carmen De Vito

Fratelli d’Italia: Riva Destra mette a confronto le esperienze di Roma e Trento con Colosimo e De Bertoldi


“Un confronto tra le esperienze di Fratelli d’Italia a Roma e a Trento, sulla necessità di rafforzare il partito, misurandosi con le prossime battaglie elettorali”.E’ questo il tema della videoconferenza che si terra’ oggi, alle ore 18.45, in collegamento dalla sede romana della comunità militante di Riva Destra (via Venezia, 27) e che sarà trasmessa in diretta sulla pagina facebook de ‘Linformazione.info’. Insieme alla consigliera regionale del Lazio Chiara Colosimo, Presidente della Commissione Trasparenza, e al senatore trentino Andrea De Bertoldi, Segretario della Commissione Finanze, si susseguiranno poi anche gli interventi di Pino Urbani, capogruppo di FdI al Comune di Trento, Lisa Comes, imprenditrice, i dirigenti di Fratelli d’Italia Marina Augello, Lorenzo Loiacono dell’Assemblea Nazionale, Enrico Kauffmann, coordinatore regionale del Lazio per i Rapporti con le Forze dell’Ordine, e Fabio Sabbatani Schiuma del Dipartimento nazionale Organizzazione. A moderare il dibattito il direttore de ‘Linformazione.info’ Francesco De Noia e Marco Micacchi di Riva Destra, a fare gli onori di casa.”E’ importante -dichiara Fabio Schiuma- riflettere su come il partito possa puntellare il grande consenso e la popolarità che ogni giorno guadagna la nostra leader Giorgia Meloni, rafforzando il suo radicamento sul territorio e il dialogo con le categorie produttive e sociali, sviluppando politiche di qualità e mantenendo i nostri punti di riferimento culturali”.

Un documento sulla Chiesa reggiana durante la Guerra Civile 1943 -1945 che manca nell’articolo del Corriere della Sera di Aldo Cazzullo

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO IL SEGUENTE TESTO DELLO STORICO E AVVOCATO LUCA TADOLINI

Vorrei aggiungere un documento all’articolo del giornalista Aldo Cazzullo sul Corriere della Sera, «Il sacerdote fucilato dai fascisti, il seminarista ucciso da partigiani: segreti e verità della “guerra civile italiana”». Cazzullo riporta l’intero martirologio del clero reggiano, e le drammatiche testimonianze della conversione di un milite fascista quindicenne che fucilò Don Pasquino Borghi e della figlia partigiano che diede il colpo di grazia al seminarista Rolando Rivi. Ma Cazzullo, coinvolgendo il Vescovo di Reggio Emilia Monsignor Camisasca, conclude che «il fatto che vennero commesse atrocità non esclude che ci fosse una parte sbagliata, quella di Hitler e Mussolini, e una parte giusta, quella che combatteva il nazifascismo», cui aggiunge a sostegno «questo sostiene Camisasca, era ben chiaro a quasi tutti i sacerdoti emiliani, già prima dello scoppio della guerra: «Dopo la proclamazione delle leggi razziali del 1938, anche se costretta al silenzio, la maggioranza pressochè assoluta del clero non ebbe più dubbi sul contenuto di odio e di negazione del Vangelo dei proclami del fascismo”».

Ora, pur essendo noto il concetto di “guerra giusta”, bellum iustum, per la Chiesa, può rimanere il dubbio su Roosevelt e Stalin sull’altare. Ma rimanendo sulla guerra civile nel reggiano, di cui parla l’articolo, si invita alla lettura del documento che segue.

Reggio Emilia, 12 Febbraio 1945, il Maggiore Attilio Tesei, Capo Ufficio Politico Investigativo, l’unità più direttamente impegnata nella lotta ai partigiani, si reca dal Vescovo di Reggio Emilia Mons. Brettoni e dell’incontro redige una precisa relazione in 6 punti per il Comandante Provinciale, Colonnello Anselmo Ballarino.

L’incontro tra il Vescovo ed il Capo dell’Upi appare non essere stato l’unico, in quanto il Maggiore Tesei scrive che “stamane alle ore 10, in seguito ad analogo invito mi sono nuovamente recato da S.Ecc. il Vescovo di Reggio Emilia e Principe il quale mi ha accolto con la consueta cordialità e mi ha intrattenuto lungamente in colloquio”. D’altronde, l’ufficiale introduce la relazione dell’incontro con il Vescovo con “a seguito mie precedenti n° 293/A.11 del 3 e 15 Febbraio u.s.”, che sembrano rimandare ad altrettanti incontri con il Vescovo. 

Così il Capo dell’Upi espone i punti trattati con Mons. Brettoni:

Tra i vari argomenti trattati, di natura politica meritano soprattutto di essere segnalato:

“1° – Conferma dell’avvenuta fucilazione, da parte dei partigiani, del Ten. Col. BATTAGLIA avvenuta a Leguigno il giorno 17/2/1945 XXIII°. – Il Vescovo si è lungamente intrattenuto sul descrivere i particolari della fucilazione (da noi già conosciuta) il comportamento magnifico del Colonnello – comportamento che lo stesso Vescovo ha definiti superbamente cristiano ed eroico.-

2° – Conferma dell’avvenuta fucilazione del funzionario di Prefettura Colitti. Tali notizie sono pervenute ufficialmente, tramite Mons. Rabotti, al Vescovo che ha tenuto ad esprimermi tutto il suo dolore e la sua deplorazione per i due orrendi delitti.

3° – Manifestazione di compiacimento per l’accoglienza avuta dalla sua lettera “per la distensione degli animi” ed ha ancora assicurato la sua decisa volontà di continuare nella sua opera di persuasione per il ritorno alla normalità.-

4° – Deplorazione di tutti gli atti di violenza compiuti dalle bande comuniste e sconfessione completa dell’alleanza “Comunista –democristiana” che ha definito contraria ad ogni buona norma cattolica ed appartenente ad una di quelle alleanze che in ogni tempo sono sempre state condannate da tutti i Papi del tempo.

5° – Manifestazione di schietta ammirazione per le truppe italo-germaniche che in particolar modo per il soldato tedesco che ha definito superbo ammirevole sotto ogni aspetto.

6° – (Avute da me alcune buone notizie sulla situazione del nostro fronte e sul comportamento delle nostre truppe).

Manifesta di aperto compiacimento per il mancato arrivo degli Anglo– americani e dei loro italiani.”

Si aggiunge che in quei giorni vi fu una importante presa di posizione sulla violenza fratricida del Vescovo Brettoni nella Pastorale della Quaresima. Rispose Renato Rossi, Segretario Federale del Partito Fascista Repubblicano di Reggio Emilia, che pubblica su Reggio Repubblicana, un drammatico articolo in risposta al Vescovo, che sarà il suo ultimo proclama politico: «D’accordo col Vescovo». Forse bisognerebbe leggere anche quello. 

Credo che, se si deve parlare di “pacificazione” e se viene richiamata la parola “verità”, si debba avere il coraggio di esporre un quadro il più completo possibile delle proprie conoscenze e senza calcoli politici di opportunità politica,visto anche che siamo nel 2021 e forse si può finalmente esseri sinceri su quello che sappiamo del 1945.

Luca Tadolini (Centro Studi Italia)

La relazione, in data 12 marzo 1945, redatta dal Maggiore Attilio Tesei, Capo dell’Ufficio politico Investigativo della Gnr di Reggio Emilia, dell’incontro con Eduardo Brettoni, Vescovo e Principe di Reggio Emilia.

Ripartono i banchetti di Fratelli d’italia VEDI LE FOTO

Ripartono i banchetti di Fratelli d’italia Reggio Emilia con il neo coordinatore provinciale Alessandro Aragona.
Questa mattina in Piazza del Monte, nel centro città, i militanti si sono riuniti dando il via al nuovo ciclo di banchetti sul territorio provinciale.
Al fianco di Aragona, il coordinatore cittadino Marco Eboli, il responsabile alle politiche agricole Lorenzo Melioli, Anna Cigarini. Presente anche la responsabile regionale alle disabilità Patrizia Martini che è impegnata con il suo progetto per l’inclusione delle persone fragili e diversamente abili nello specifico dipartimento di Fratelli d’Italia.
Durante i banchetti sarà possibile firmare contro il Nutri-score per la difesa dei prodotti italiani.